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Il voto delle forze armate in Tunisia

Tunisia terrorismo
L'Assemblea dei rappresentanti del popolo ha approvato una nuova legge che consente ai membri del militare e delle forze dell’ordine di partecipare al voto

Di Anouar Jamaoui. Al-Arabi al-Jadeed (15/02/2017). Traduzione e sintesi di Elisabeth Grünbichler.

Dopo una lunga controversia tra politici e cittadini, l’Assemblea dei rappresentanti del popolo in Tunisia ha ratificato il 31 gennaio 2017 una legge che permette alle forze dell’ordine e ai militari di partecipare alle elezioni comunali e regionali.

L’opinione pubblica tunisina su questo tema controverso è divisa tra coloro che sostengono la decisione dell’Assemblea ritenendolo una realizzazione del principio di uguaglianza tra i cittadini e coloro che credono che la nuova legge possa influenzare negativamente l’unità e la neutralità dell’apparato militare.

Dal punto di vista costituzionale, la decisione rappresenta una chiara violazione degli articoli 18 e 19, che affermano che le forze armate hanno il compito di proteggere e difendere la nazione e sono obbligati a neutralità assoluta, mantenendo la distanza da qualsiasi partito politico.

La ratifica di questa legge è avvenuta in un periodo critico, con una crescente minaccia terroristica che richiederebbe la mobilitazione delle forze armate per proteggere i confini del Paese, invece del loro coinvolgimento nei conflitti politici. In più, si teme che le forze armate possano approfittare della loro posizione influente per guidare il comportamento elettorale, perdendo la loro unità e neutralità e diventando ostaggio degli affari politici.

È probabile che alcuni partiti fossero entusiasti nel difendere il diritto di voto delle forze armate non per ragioni di diritti umani, ma piuttosto per ragioni politici per poter migliorare il loro bilancio elettorale e competere con il movimento Ennahda.

In un Paese in cui la cultura democratica non si è ancora radicata e la fondazione della Seconda Repubblica è ancora in corso, concedere alle forze armate il diritto di votare sembra un atto affrettato, imposto principalmente da considerazioni politiche. Tuttavia sarebbe stato possibile una migliore preparazione della decisione con anni di riforme, buon governo, riabilitazione completa e educazione ai diritti umani, per evitare ripercussioni controproducenti sul processo di transizione democratica nel paese.

Anouar Jamaoui è un professore e ricercatore universitario tunisino.

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