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Usa, il marocchino Khalil Amine vince il Premio Mondiale per l’Energia 2019

(Agenzie)

Il ricercatore marocchino Khalil Amine ha vinto il Premio “Global Energy 2019”, per il suo “contributo allo sviluppo di tecnologie che offrono nuove opportunità per lo sviluppo energetico”. Il prestigioso premio, sarà condiviso con il professore danese Frede Blaabjerg, premiato nella categoria “Energia alternativa” e sarà lo stesso presidente russo Vladimir Putin a consegnarlo ai due ricercatori il prossimo ottobre a Mosca.

Gestito dall’Associazione mondiale dell’energia, con sede a Mosca, il Premio Mondiale dell’Energia viene infatti assegnato ogni anno dal Presidente della Federazione Russa e i vincitori ricevono un premio di 39 milioni di rubli.
Dalla sua prima cerimonia nel 2003, il premio è stato assegnato a 37 vincitori di 12 paesi diversi. Ciascuno di essi riceve una medaglia commemorativa, un diploma, una medaglia d’oro onoraria e un premio finanziario. L’importo viene definito ogni anno dai membri dell’Associazione.

Il Prof. Khalil Amine, che effettua ricerche presso l’Argonne National Laboratory di Chicago, negli Stati Uniti, sotto il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, detiene il record mondiale per le pubblicazioni sugli elementi di stoccaggio dell’energia. Le sue ricerche vertono sulla progettazione di nuovi catodi e anodi per batterie agli ioni di litio, sullo sviluppo di sistemi di elettroliti polimerici liquidi, nonché batterie al litio-ossigeno, al litio-zolfo e agli ioni di sodio. Lo scienziato marocchino ha realizzato un’importante invenzione, il ‘catodo NMC’ che è molto usato nell’elettrotecnica domestica e nei veicoli elettrici. Ha inoltre messo a punto un sistema di batterie superossido capace di produrre energia cinque volte di più rispetto alle batterie agli ioni di litio.


Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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