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Un milione e mezzo di palestinesi non scompariranno. Israele vista quattro anni fa

di Avraham Sela, Oren Barak (Yedioth Ahronoth 25/11/2012). Traduzione di Claudia Avolio.

 

(2008). Nella Striscia di Gaza oggi, come in Libano nel 2006, Israele lotta contro un attore non-statale, Hamas, e usa una considerevole forza militare per assoggettarlo. Tuttavia, anche quando la parte israeliana gode di un vantaggio decisivo via cielo, via terra e via mare, il suo esercito fallisce nel raggiungere un risultato decisivo. E l’uso di una forza militare massiccia alla fine conduce all’erosione del sostegno internazionale verso Israele e porta al declino della sua deterrenza che, stando ai suoi leaders, Israele ha interesse a rafforzare.

 

Senza ignorare la minaccia terroristico-militare che rappresenta per Israele, Hamas è anzitutto e più di tutto un movimento sociale e politico che ha ottenuto un largo consenso da parte dei palestinesi nelle elezioni più democratiche tenute in una società araba. Le istituzioni politiche e sociali che Hamas ha costruito nella Striscia di Gaza sin dal suo stabilirvisi, inoltre, hanno dato ai suoi abitanti un minimo di servizi, e dal giugno 2007 Hamas riesce anche a imporre un ordine pubblico, anche se Israele lo trova insoddisfacente. La distruzione di tali istituzioni ora lascerà la Striscia di Gaza in un caos governativo e sociale che, nel lungo periodo, potrebbe esacerbare i rischi per Israele.

 

Un milione e mezzo di palestinesi che vivono oggi nella Striscia di Gaza non scompariranno anche se Hamas fosse sconfitto militarmente da Israele – un risultato che in ogni caso è tutto da vedere, alla luce del tentativo infruttuoso nello sconfiggere Hezbollah in Libano. A conti fatti, Israele ha un chiaro interesse nel consolidare uno Stato Palestinese stabile che abbia autorità nella Striscia di Gaza, anche se tale Stato non fosse amichevole con Israele.

 

Solo se Israele calcolerà i propri passi con saggezza e ai palestinesi sarà permesso di stabilire un tale Stato, infatti, ci si potrà dunque aspettare che nel lungo periodo, attori non-statali come Hamas cesseranno di rappresentare una minaccia per Israele, come nel caso di attori non-statali simili che operano in Egitto, Giordania e Siria. Ciò di cui Israele ha bisogno, ora, non è una vittoria militare su Hamas, ma il rapido mutare del suo non-Stato rivale palestinese in uno Stato stabile.

 

Oren Barak e Avraham Sela hanno scritto quest’articolo nel 2008 e l’hanno ripubblicato di recente in seguito agli sviluppi dell’Operation Pillar of Defense israeliana.

Il dottor Oren Barak è lettore presso il dipartimento di Relazioni Internazionali dell’università ebraica di Gerusalemme ed è un esperto di Medio Oriente contemporaneo.

Il professor Avraham Sela è lettore senior presso il medesimo dipartimento dell’università ebraica di Gerusalemme, dove è inoltre ricercatore del Harry S. Truman Institute for the Advancement of Peace.

 

Link: How to break the cycle (Million and a half Palestinians won’t disappear)


Claudia Avolio

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