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Turchia: contestato decreto su sicurezza interna e internet

(Your Middle East). Il popolo turco si è ormai abituato a vedere i suoi diritti fondamentali, economici, sociali adottati attraverso una “legge omnibus” che in un colpo solo modifica diversi pezzi di legislazioni.

Nelle prime ore di venerdì 27 marzo, il governo guidato dal partito Giustizia e Sviluppo (AKP), ha approvato l’ennesimo decreto omnibus che introduce severissime misure per la sicurezza interna, restrizioni per internet e l’assegnazione di fondi discrezionali al Presidente.

Fondi discrezionali al Presidente “non esecutivo” per servizi di intelligence e di difesa

Per la Costituzione turca il Presidente non è un corpo esecutivo dello Stato e non prende o attua autonomamente decisioni di pertinenza del governo. Destinare dei fondi discrezionali per i servizi di intelligence e per la sicurezza interna del Paese è quindi incostituzionale.

Una legge per le proteste pubbliche

Il decreto omnibus permetterà alle forze di polizia di tenere una persona in stato di fermo per 48 ore senza un ordine del giudice e senza permettere un incontro con un avvocato. Estensioni vengono adottate anche in merito alle pene: 4 anni di carcere se ci si copre anche parzialmente il viso in manifestazioni pubbliche.

Internet e i suoi utenti:

L’articolo 16 del decreto omnibus prevede che:

– Il Primo ministro o gli altri ministri possano chiedere all’Autorità competente di rimuovere o restringere l’accesso a materiale ritenuto una minaccia per la sicurezza dello Stato, all’ordine pubblico e alla salute pubblica,

–  Coloro che ritwittano, condividono o comunque diffondono il materiale rimosso verrano perseguiti per lo stesso reato di colui che lo hai pubblicato.

 

 

 

Silvia Di Cesare

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