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Siria: 44 civili uccisi in raid russo

(Agenzie). Sono almno 44 le vittime del raid russo che ha colpito mercoledì il nordest della Siria, secondo quanto riporta l’Osservatorio siriano per i diritti umani.

Tra le vittime, 29 civili, di cui 3 bambini e 9 donne, sono morti a causa dei bombardamenti russi contro i villaggi della provincia di Deir Ezzor, controllati da Daesh, e su un quartiere della città stessa. Secondo la stessa fonte, ci sarebbero anche numerosi feriti.
Inoltre, 15 civili, tra cui cinque fratellini, sono stati uccisi dall’aviazione russa che aveva come obiettivo la città di Al-Bab, roccaforte di Daesh nella provincia settentrionale di Aleppo e dintorni.

Situata a 30 km a sud del confine turco, Al-Bab è caduta nelle mani dei ribelli nel luglio 2012, successivamente in quelle di Daesh nel novebre 2013.

Appoggiato dalla Russia, l’esercito del regime siriano è a soli 8 km da Al-Bab, uno dei principali feudi dell’organizzazione ultraradicale nella provincia. Si tratta di una distanza che le ruppe di Assad non conquistavano dal 2012.

La Russia conduce un’intensa campagna di bombardamenti in territorio siriano, iniziati il 30 settembre 2015 per venire in aiuto al regime di Bashar al-Assad. E’ molto criticata dai ribelli e dall’Occidente, accusandola sovente di puntare a gruppi non jihadisti e fare vittime civili.

I bombardamenti russi hanno già causato oltre 3000 vittime, di cui circa il 40% sono civili, oltre a centinaia di jihadisi di Daesh e del fronte al-Nusra, e combattenti ribelli al regime.

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha affermato martedì che l’intervento russo ha permesso di “capovolgere la situazione”.


Emanuela Barbieri

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