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Shoah, “Stati Generali della Memoria”, il progetto di Ecad e UniNettuno in una maratona tv di 24 ore

di Katia Cerratti

Venti anni fa, con la legge n.211 del 20 luglio 2000, fortemente voluta dal giornalista Furio Colombo, veniva istituito in Italia il Giorno della Memoria, riconosciuto in tutto il mondo con la risoluzione 60/7 delle Nazioni Unite, per non dimenticare la Shoah, ovvero lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. La data simbolo è il 27 gennaio, giorno in cui, nel 1945, venne liberato il campo di sterminio di Auschwitz. Ogni anno, in occasione di questo Giorno, vengono organizzate, come recita l’articolo 2 di questa legge, “cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere” . In quest’ottica, avrà luogo domani a Roma alle ore 11, presso la Sala Conferenze dell’Università UNINETTUNO in Corso Vittorio Emanuele II n.39, la Conferenza Stampa di presentazione del Progetto Televisivo “Stati Generali della Memoria” ideato da Furio Colombo e Vittorio Pavoncello, realizzato dall’Associazione culturale ECAD, in collaborazione con l’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO e la Fondazione Adriano Olivetti.

Alla presentazione saranno presenti il Rettore di UNINETTUNO, Prof. Maria Amata Garito, gli ideatori Furio Colombo, il regista Vittorio Pavoncello e i protagonisti delle videolezioni, ovvero esperti, docenti, storici, geografi, giornalisti, scrittori, registi, musicisti e critici: Ester Capuzzo, Aldo Cazzullo, Antonio Debenedetti, Salvatore Di Russo, Giorgio Fabretti, Anna Foa, Elena Mortara di Veroli, Alberto Olivetti, Alessandro Portelli, Franco Salvatori e Vittorio Sgarbi.

Il progetto prevede una maratona televisiva di 24 ore il 27 gennaio 2020 a partire dalle ore 8 su Uninettunouniversity.tv. Ventiquattro ore continuative di lezioni, approfondimenti, musica e film, alternati ai contenuti delle lezioni estratti dall’archivio di UNINETTUNO, che consentono sia l’approfondimento di contenuti sulla storia della Shoah che un’indagine attenta sulle diverse forme della memoria e sulle sue diverse modalità, nell’uomo e nell’ambiente. Durante la programmazione verrà proiettato il film “I semi del girasole” di Vittorio Pavoncello e saranno presenti gli attori Giuseppe Alagna, Beatrice Palme e Alessandro Haber.

Quanto sia importante mantenere viva la Memoria è ben sintetizzato dagli stessi promotori e ideatori del progetto, Furio Colombo e Vittorio Pavoncello: “L’importanza della memoria sta anche nella celebrazione della memoria come azione, della sua importanza e necessità di essere. La memoria è ovunque. Tutto ciò che vive è intriso e fatto di memoria, e anche le cose lo sono. L’essere umano composto di memoria a differenza di altre forme di vita elabora la memoria, la conserva e ne fa un uso. Ma la memoria, per quanto ricca e bene orientata, non garantisce che certe cose non accadranno (non accadranno più), ed esserne privi è una patologia che nel tempo porta alla morte.” E ancora:” “Il Giorno della Memoria è anche un giorno in cui le scienze sono tornate ad essere libere e non irreggimentate a delle ideologie. La memoria ci viene raccomandata come la chiave del futuro, ma prima di tutto è la password di identificazione, che rende possibile qualunque accesso al futuro” (Furio Colombo).

Celebrare l’importanza della Memoria intesa come azione e presente ovunque, è dunque il filo rosso che nell’ambito del progetto in questione, articola non solo la maratona televisiva di Uninettuno ma anche i numerosi eventi culturali, convegni, dibattiti, tavole rotonde e concerti che si svolgeranno a Roma su questo tema nel 2020 presso sedi istituzionali e prestigiose location della Capitale.


Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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