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Il romanzo e la rivelazione del pensiero terrorista

terrorismo
Forse il romanzo può avere un ruolo nel denudare il pensiero terrorista, svelando l’ipocrisia della società che contribuisce a coprire i veri crimini commessi da diversi suoi figli

Di Haitham Hussein. Al-Arab (25/11/2017). Traduzione e sintesi di Laura Serraino.

Chi è il terrorista? È solo colui che commette gli omicidi o colui che lo incoraggia, lo acclama e applaude ai suoi crimini? Il terrorismo indossa sempre una veste insanguinata? O non c’è un terrorismo fine ammantato di slogan scintillanti per proteggere questo o quel gruppo?

Domande a cui romanzieri e pensatori cercano incessantemente di trovare risposta, avvicinandole alla vita reale, scandagliando i suoi segreti, indicando le sue opacità, cercando di mostrarla e conoscerla a fondo in modo da evitare che rimanga la piega dell’oscurità che potrebbe renderla il focolaio di possibili tragedie.

Nel suo romanzo Nuoce gravemente alla salute (La petite fille et la cigarette) Benoît Duteurtre affronta il tema del terrorismo che penetra nella struttura sociale in un modo quasi innocente e ingenuo: descrive le caratteristiche di una società che ha in sé i semi dell’autodistruzione citando diversi dettagli che immagina la condurranno a un futuro luminoso basato sull’inganno, che è illogica e irrazionale, alla deriva a causa dell’ignoranza, incosciente nella ricerca della verità e manipolatrice delle menti e delle emozioni.

Duteurtre ha illustrato come forgiare generazioni che ignorano il proprio cammino e come illuderle di poter cambiare il mondo in meglio mentre perdono la loro innocenza, la loro bellezza, le loro peculiarità, la loro indipendenza. Nel suo lavoro afferma che gli effetti nocivi sull’inquinamento causati dal fumo di sigaretta non saranno più pericolosi dei danni dell’inquinamento delle menti dei bambini che avvelena il loro futuro e mette in vendita la loro infanzia, li espone alla menzogna e li abitua all’inganno e al ricatto. Il pericolo di un incremento dell’inquinamento appare estremamente inferiore rispetto a quello distruttivo della società in generale. L’autore ha sollevato questioni relative al terrorismo e ha scoperto crescenti criticità nella società come ad esempio l’omertà riguardo la violenza, l’omicidio e l’incitamento ad esso e, parallelamente, l’impegno a proteggere i bambini dal fumo di sigaretta, mostrando come tali questioni non si equivalgono nell’educazione e nelle pretese di progresso e civilizzazione.

Non si può nascondere che il discorso del terrorismo nella letteratura continua a gravitare nell’orbita del malinteso e dell’approssimazione, specialmente poiché è presente in diversi contesti e il terrorismo è diventato, a volte, un modo di impressionare, altre volte uno slogan creato per ingannare o con il fine di incolpare altre persone o avversari per le loro tendenze, le loro politiche o i loro atteggiamenti.

Forse il romanzo può avere un ruolo, seppur piccolo, nel rivelare il pensiero terrorista, svelando l’ipocrisia della società che contribuisce a coprire i veri crimini commessi da diversi suoi figli.

Haitham Hussein è uno scrittore siriano.

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