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Il primo confronto tra Stati Uniti e ribelli Houthi in Yemen

Gli Houthi dovrebbero essere considerati un gruppo terroristico al pari di Al-Qaeda e DAESH, anche se non attaccano l'Occidente

Di Abdulrahman al-Rashed. Asharq al-Awsat (15/10/2016). Traduzione e sintesi di Giusy Regina.

Le milizie dei ribelli Houthi in Yemen sono tanto diverse da Al-Qaeda e Daesh (ISIS)? Inizialmente gli Houthi non hanno mai attaccato obiettivi americani o occidentali e, pertanto, non sono stati inclusi nella lista delle organizzazioni terroristiche. In realtà però sono simili ad Al-Qaeda in alcuni aspetti, nel senso che usano la religione per colpire civili e dichiarare guerra. Anche gli slogan politici non sono diversi da quelli di Al-Qaeda, richiamando le persone a combattere contro “l’Occidente miscredente” in entrambi i casi, uccidendo coloro che non credono nella loro stessa dottrina e imponendo la loro legge religiosa anche sui sunniti Shafiiti e sugli Zaiditi, con cui sono in disaccordo.

Recentemente gli Houthi sono diventati più audaci e hanno iniziato ad espandere i loro target, colpendo anche parti neutrali. Hanno rapito ad esempio un professore americano che insegnava in un istituto di lingua inglese e che viveva a Sana’a da molti anni. Di lui non si è saputo più nulla. Poi hanno compiuto attacchi missilistici contro la nave della marina statunitense USS Mason. All’inizio gli americani pensavano che l’attacco fosse stato casuale, una serie di bombardamenti indiscriminati da parte dei ribelli insomma. Ma qualche giorno dopo se n’è verificato un altro contro la stessa nave, nonostante gli avvertimenti americani dopo il primo attacco.

L’Air Force statunitense ha lanciato così attacchi missilistici su radar appartenenti alle milizie Houthi nelle province di Taiz e Al-Hudaydah. Gli attacchi non sono stati però una semplice risposta: gli USA hanno voluto lanciare un messaggio preciso agli Houthi, per dissuaderli dall’attaccare nuovamente navi americane. Questo non significa però che gli USA siano interessati alla sicurezza della navigazione nel Mar Rosso e nello stretto di Bab Al-Mandab. Le battaglie in corso tra le forze del governo legittimo e gli Houthi sono invece finalizzate proprio ad ottenere il controllo strategico dello stretto. La navigazione internazionale al di là del Mar Rosso ha subìto negli ultimi dieci anni le scorrerie dei pirati appartenenti ad estremisti somali e ci sono voluti il coordinamento internazionale e la formazione di forze navali per controllare la situazione. Allo stesso modo si potrebbe agire sulla parte yemenita del Mar Rosso, qualora la situazione non migliorasse.

Non dimentichiamo infine che l’organizzazione dei ribelli Houthi, nota anche come Ansar Allah, è stata fondata dagli iraniani e addestrata dagli Hezbollah libanesi. Non solo: gli Houthi continuano a ricevere aiuti militari, supporto logistico e mediatico da lì. Sostanzialmente essi sono al pari di altri gruppi armati che l’Iran ha fondato in Iraq, Siria, Afghanistan e Libano e per questo il trattamento dovrebbe essere lo stesso. Ansar Allah dovrebbe essere quindi considerato ufficialmente un gruppo terroristico, anche se non attacca l’Occidente.

Abdulrahman al-Rashed è ex caporedattore del quotidiano Asharq al-Awsat e ex direttore generale di Al-Arabiya.

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