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Palestina: restiamo umani

Maan News Agency  e altri (15/4/2012). Questa mattina all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv le autorità israeliane hanno fermato nove attivisti stranieri giunti da vari paesi per l’iniziativa “Benvenuti in Palestina 2012”. Su loro richiesta le compagnie europee hanno annullato diversi voli che avrebbero dovuto portarli a Tel Aviv, soprattutto da Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia. L’appiglio è costituito da una legge israeliana del 1952, che consente alle autorità di impedire l’ingresso anche a persone incensurate e con documenti regolari, come ha spiegato il vignettista italiano Vauro Senesi. Per respingere le persone che riuscissero a imbarcarsi per Tel Aviv, all’aeroporto Ben Gurion sono stati dispiegati oltre 600 agenti israeliani in borghese. Tre attivisti, tra cui un giordano, sono stati respinti, mentre altri quattro sono stati posti sotto inchiesta dalle forze di sicurezza israeliane. L’iniziativa assume inoltre un significato particolare in quanto cade a un anno dalla morte di Vittorio Arrigoni, attivista e giornalista nella Striscia di Gaza. Il 19 aprile 2011 i suoi rapitori, identificati come militanti salafiti, sono stati rintracciati dalle forze di sicurezza di Hamas, che ne hanno uccisi due negli scontri a fuoco. Tuttavia il processo contro gli esecutori materiali del suo assassinio (volto a individuare anche i mandanti) è fermo.

Per Marwan Barghouti, segretario generale del Movimento di iniziativa popolare palestinese, le misure adottate oggi dalle autorità israeliane non fermeranno la resistenza che si sta diffondendo nei territori occupati, né la crescente solidarietà internazionale con i civili palestinesi. Una sensibilità in aumento, auspica Barghouti, che potrebbe sfociare nell’imposizione di sanzioni contro Israele. Fondamentale il ruolo degli attivisti nel denunciare i soprusi quotidiani ai danni del popolo palestinese. Barghouti ha infine condannato la decisione di diverse compagnie aeree europee di obbedire agli ordini di Tel Aviv cancellando i voli sui quali avrebbero dovuto viaggiare gli attivisti. “Il nostro popolo è determinato a continuare la sua lotta per porre fine all’occupazione e alla colonizzazione”, ha aggiunto, “nei prossimi giorni vedremo una ripresa del movimento di resistenza popolare, che deve necessariamente rappresentare un terreno per costruire l’unità nazionale”.

Carlotta Caldonazzo

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