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Occidente, Siria e Al-Qaeda: cechi di fronte alla tirannia

Zoom 11 apr Siria

Editoriale. The Daily Star (11/04/2013). Traduzione e sintesi di Roberta PapaleoLa notizia dell’unione delle fazioni di al-Qaeda di Iraq e Siria di certo si guadagnerà le prime pagine e anche l’attenzione dei politici di numerosi Paesi dichiareranno di essere preoccupati per le condizioni in Medio Oriente.

Il fonte al-Nusra, attivo nella guerra contro il governo siriano di Bashar al-Assad, ha dichiarato di essere collegato con al-Qaeda in Iraq, sebbene l’annuncio continui ad esserne contornato da un alone di ambiguità.

Tuttavia, è chiaro che i politici di alcuni Paesi occidentali si attaccheranno all’ultima notizia per alimentare i loro avvertimenti in merito all’influenza degli estremisti nella guerra in Siria. Mentre l’ideologie e le azioni di al-Qaeda meritano di essere condannate, ci sono anche delle considerazioni politiche in gioco.

La spaventosa mancanza di azione a livello mondiale sulla crisi siriana è ciò che in primo luogo ha portato all’emergere di questa fazione di al-Qaeda: nel marzo 2011, nessuno sventolava la sua bandiera o parlava di al-Nusra. Con il passare dei mesi, soldati e ufficiali hanno disertato l’esercito siriano iniziando a formare l’Esercito Libero dei ribelli. Molti criticano la mancanza di organizzazione nei ranghi dell’esercito ribelle, ma bisogna sempre ricordare l’embargo sulle armi imposto dall’Occidente, il tipo di embargo che che ha permesso il libero flusso di armi dalla Russia e dall’Iran.

Fu solo all’inizio dello scorso anno che il fronte al-Nusra è apparso ufficialmente e da allora le autorità siriane  si sono serviti del gruppo per giustificare la guerra contro il loro stesso popolo.

Ciò che si dimentica è che le autorità siriane hanno permesso a questi stessi estremisti di passare il confine iracheno dopo l’invasione americana, mentre gli USA erano troppo occupati con i loro esperimenti di costruzione nazionale – smantellando l’esercito iracheno – per aiutare a sconfiggere tali estremisti. Ora, entrambe le parti, cioè USA e Siria, lanceranno avvertimenti sui ribelli e sull’influenza di al-Qaeda nei loro ranghi. Questo nuocerà alle migliaia di persone in Siria che si sono unite alla causa dei ribelli senza avere alcuna connessione, o tanto meno simpatia, con riguardo ai violenti estremisti islamisti.

La schiacciante maggioranza dei ribelli in Siria sono persone arrabbiate per come sono state trattate dal regime e ansiosi di difendere le loro case e le loro famiglie da ulteriori violenze. Molti analisti contano poche migliaia nel fronte al-Nusra, mentre la ribellione è espressione di decina di migliaia di siriani delusi.

La maggior parte dei siriani è molto sensibile in merito all’intervento di stranieri nei loro affari esteri, sia per quanto riguarda i Paesi, sia per quanto riguarda le ideologie straniere.

A questo punto del gioco, concentrarsi sul fronte al-Nusra corrisponde ad una mancanza di interesse circa il perché la Siria è in rivolta.

 

 http://www.dailystar.com.lb/Opinion/Editorial/2013/Apr-11/213314-blind-to-tyranny.ashx#ixzz2Q8Nf1f1J 

 


Roberta Papaleo

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