Politica Zoom

Minacce israeliane e provocazioni iraniane

Al-Quds (3/02/2012). Traduzione di Cristina Gulfi.

Durante la predica del Venerdì, la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei ha lanciato un  messaggio molto chiaro: le sanzioni economiche e l’embargo sul petrolio non impediranno all’Iran di proseguire la strada verso il nucleare. L’Iran, alla luce delle sue capacità militari, non teme la guerra: così risponde a Israele, che già inizia a battere il tamburo di guerra, forte del sostegno del Congresso degli Stati Uniti d’America.

Tre sarebbero i segnali di un imminente attacco israeliano contro l’Iran: innanzitutto, le dichiarazioni rese dal Segretario alla Difesa americano Leon Panetta al giornalista del “Washington Post” Davis Ignatius. Gli USA ritengono fondato il timore di un attacco addirittura tra aprile e giugno. A conferma di ciò, il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak afferma che le sue forze non permetteranno all’Iran di realizzare le sue ambizioni nucleari senza ostacoli.

Inoltre, il generale Aviv Kochavi, capo dell’intelligence militare israeliana, ha affermato che l’Iran ha materiale sufficiente per produrre ben quattro bombe nucleari e che ha tentato di costruire un missile con una gittata di dieci mila chilometri, in grado di colpire gli USA. Questo è quanto è emerso dalla durante la conferenza annuale sulla sicurezza di Herzliya.

Secondo il giornalista del “Daily Telegraph” Con Coughlin, i preparativi per un’operazione militare contro l’Iran sarebbero stati ultimati e non si aspetta altro che l’ok del premier israeliano Netanyahu e del ministro della Difesa Ehud Barak. Il quadro si fa ancora più chiaro se teniamo in conto le esercitazioni militari congiunte tra Israele e USA previste per il prossimo aprile e il flusso di navi da guerra, armi e soldati statunitensi nel Golfo Persico.

Nonostante l’amministrazione americana smentisca il suo interesse nel conflitto, c’è chi sostiene che Netanyahu potrebbe decidere di far guerra all’Iran prima di novembre, in modo da compromettere seriamente la rielezione di Obama.

Gli USA sono sicuramente in grado di rovesciare il regime iraniano, così come è già successo in Afghanistan e in Iraq in seguito a interventi militari, ma il punto riguarda le conseguenze sull’intera regione mediorientale. E mentre Israele già batte il tamburo di guerra e l’Iran dà il benvenuto al conflitto, non possiamo fare altro che aspettare e sperare che stavolta le cosevadano diversamente. A buon intenditor poche parole.


Giusy Regina

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