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Marocco e Algeria: la disputa infinita

Afrique Inside (22/09/2014). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Sono più di 20 anni che è impossibile recarsi in Algeria via terra quando ci si trova in Marocco e viceversa. Dall’attentato avvenuto a Marrakech nel 1994, è fuori questione per il regno marocchino riaprire la frontiera tra i due Stati. Al contempo, sono più di vent’anni che le relazioni tra questi due Paesi fratelli non fanno che passare periodi di vive tensioni, seguiti da momenti più placati. Rabat e Algeri da allora non hanno smesso di accusarsi a vicenda e l’incidente dei giorni scorsi è un’ulteriore prova del progressivo incrinarsi delle relazioni tra i due Paesi.

Stavolta, il Marocco ha accusato le guardie di frontiera algerine di aver volontariamente sparato contro un cittadino marocchino senza motivo. L’ambasciatore d’Algeria in Marocco è stato immediatamente convocato e da allora la tensione non ha fatto che salire. Da parte di Algeri, è fuori questione accettare le accuse marocchine e le autorità hanno parlato di un incidente inventato solo per provocare la degradazione dei rapporti tra i due Stati.

Eppure, solo due anni fa, uno spiraglio di speranza era nato quando le autorità di Marocco e Algeria avevano moltiplicato le dichiarazioni positive, tanto che alcuni avevano persino immaginato un’eventuale riapertura della frontiera. C’era molta attesa e per diversi mesi gli abitanti erano convinti che le dispute erano state relegate negli archivi della Storia.

Ma la speranza non sarebbe durata a lungo. Le posizioni divergenti sul Sahara Occidentale hanno peggiorato una relazione già fragile. Tutte le speranze sono ormai annientate , tanto più che la costruzione di una recinzione tra i due Paesi rischia di non facilitare il disgelo tra Rabat e Algeri. La recinzione si estende su una distanza più lunga di quella stabilita inizialmente, per un minimo di 120 km da Saidia a Jeradam passando per Oujda. La barriera ha finito per imprigionare le relazioni diplomatiche tra i due Paesi dopo che i media, specialmente spagnoli, hanno rivelato la cosa nel 2013.

Se la recinzione verrà completata, l’obiettivo dichiarato da Rabat è ben cambiato tra la fine dello scorso anno e oggi. Le autorità ormai affermano che si tratta di lotta al terrorismo, che prima era lotta all’immigrazione e al traffico che si era messo in circolo. È di fatti evidente che il controllo del flusso di persone e merci è impossibile su una distanza così rilevante come quella che separa l’Algeria dal Marocco.

La riconciliazione tra il Marocco e l’Algeria sembra sempre più complicata man mano che il tempo passa. In vent’anni, i rancori si sono accumulati e oggi è molto difficile impostare delle relazioni normalizzate. Quanto alle frontiere, la sua riapertura non è altro che un vecchio sogno che non si realizzerà nell’immediato. Un vero problema per i due Paesi nordafricani in generale, dal momento che questa disputa tra Rabat e Algeri impedisce qualsiasi ipotesi di un’unione economica tra gli Stati del Maghreb.

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Roberta Papaleo

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