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Macron il Libico: il restauro delle rovine della Francia

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L’insuccesso della politica estera francese in Libia

Di Sobhi Hadidi. Al Quds Al Araby (29/07/2017). Traduzione e sintesi di Gemma Baccini.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha tentato di stipulare un accordo tra Fayez Sarraj, capo del governo di Alleanza nazionale, e il generale del cosiddetto “esercito nazionale libico” Khalifa Haftar. Anche se questa iniziativa francese fosse dettata da buone intenzioni verso la Libia, la realtà politica e militare, l’intreccio degli interessi regionali e internazionali, le contraddizioni e i mutamenti in corso, sembrano ostacolare il ruolo particolare che Parigi può giocare nel contesto più vasto.

L’iniziativa di Macron dona più importanza alla situazione sul terreno che alle problematiche più profonde che continuano a dividere il popolo libico. La Francia non dovrebbe mettere sullo stesso piano la legittimità di Sarraj, riconosciuto dalle Nazioni Unite, e la legittimità di Haftar, derivata dalla sola azione militare, oppositore del governo civile, nonché legato apertamente a potenze straniere. Legare Haftar alla soluzione politica non è momentaneamente possibile, poiché il generale si trova nell’euforia delle sue vittorie, e forse le sue future azioni militari porteranno a un incremento della sua arroganza, ostinazione e protagonismo nel dettare soluzioni.

Macron cerca inoltre di consolidare una nuova “filosofia” in politica estera: partire dalla realtà sul terreno, forse anche prescindendo dalla moralità di tale punto di partenza. Fintanto che il generale continua a combattere il terrorismo e a guidare un esercito “disciplinato”, che male c’è a collaborare con lui? Secondo: comparare aree di crisi, in particolare il Medio Oriente, con un modello “realistico”: Il conflitto è sfociato in uno “stato fallito” oppure no? Nel primo caso, si continua a riconoscere la realtà dei fatti con pretesti diversi ( Haftar in Libia e Bachar Al-Assad ); nel secondo caso, i rimedi di Macron si fermano qui o sono rimandati: ogni cosa a suo tempo!

E chiaro che Macron sta riprendendo le azioni dei suoi predecessori in politica estera, in particolare quella africana. Bisogna dire però che ciò può portare all’accumularsi di altre rovine sui resti di quelle precedenti, come nel caso della politica libica di Sarkozy, iniziata con un’amicizia con Gheddafi che si concretizzò in probabili scandali finanziari della magistratura francese, passata poi all’intervento militare secondo i consigli del filosofo Bernard Levy e che continua nell’ombra sotto Hollande. Sembra che le rovine della Francia in Libia non potranno essere restaurate da un incontro protocollare effimero in una bella periferia parigina!

Sobhi Hadidi è un giornalista siriano.

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Redazione

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