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“L’orso” Putin e “la volpe” Erdogan

Di Sultan Hajaar. Elaph (01/12/2015). Traduzione e sintesi di Laura Giacobbo.

Da quando è stato abbattuto l’aereo da guerra russo da parte della Turchia, il presidente russo Vladimir Putin ha avuto toni minacciosi nei confronti della parte turca, soprattutto perché dubita delle sue intenzioni. Sa che l’aereo è stato abbattuto deliberatamente, come anche non esclude che la sua caduta sia avvenuta su istigazione degli Stati Uniti, che difendono la Turchia. L’America ha promesso di starle accanto nella crisi con “l’orso” russo, attraverso una dichiarazione del presidente Barack Obama, che dà alla Turchia il diritto di difendere il suo spazio aereo contro qualsiasi penetrazione o aggressione esterna.

Questi avvenimenti hanno spinto Putin a vendicarsi sulla Turchia e sul suo presidente, “la volpe” Erdogan, che potrebbe aver già preso ordini dall’America nel tentativo di mettere in imbarazzo il leader russo davanti al suo popolo.

La rabbia di Putin non è derivata dal nulla, soprattutto mentre cerca di sostenere la  Siria affinché non cada nelle mani dei terroristi. Come anche sta cercando di riconquistare il prestigio della Russia a livello mondiale, rifiutando di lasciare il campo da gioco all’America, che approfitta dei conflitti regionali e aumenta la sua ricchezza petrolifera.

I conflitti hanno trovato in Siria un terreno fertile e l’America non ha intenzione di rinunciare al campo da gioco in Medio Oriente, a qualunque costo. La Russia sta cercando di liberare la regione dal terrorismo, soprattutto da Daesh (ISIS) e dal Fronte Al-Nusra e altre organizzazioni terroristiche, che l’America ha contribuito al finanziamento e alla formazione, in accordo con la Turchia.

Non vi è dubbio che le misure risolute che la Russia ha attuato come punizione per la Turchia non incideranno sul reddito né sul PIL. Esse hanno voluto punire Erdogan per il suo agire audace e stupido, in modo da non ripetere i fatti in futuro.

È interessante notare come alcuni arabi ritengono che Erdogan sia un eroe e lo incoraggiano a continuare le sue imprese, offesi da una Russia infedele che ha bombardato la Siria senza pietà.

È interessante altresì notare che vi è una determinazione insolita in alcuni arabi nel voler rovesciare Bashar al-Assad, completando lo scenario della caduta di Saddam, Gheddafi, Ali Saleh, eccetera. Sembra che loro stiano contribuendo all’attuazione di un piano americano per distruggere e dividere la nazione araba fino alla disgregazione tra l’abbattimento dei regimi e l’abbattimento delle nazioni.

Sultan Hajaar è uno scrittore egiziano.

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Roberta Papaleo

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