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Libia: tra carri armati e chitarre

El-Watan (11-02-12) In 42 anni, gli Amazigh hanno sofferto doppiamente la dittatura che schiacciava il proprio paese e l’ostracismo che colpiva la loro cultura. Tutti hanno preso le armi e versato il proprio sangue per liberare il proprio paese quando è scoppiata la rivoluzione, il 17 febbraio. Oggi alzano la testa fieri. Hanno riconquistato la loro libertà e il diritto di parlare delle loro origini e della loro cultura. Syphaw simboleggia questo doppio combattimento; quando, nella rivoluzione poggiava il fucile, prendeva la sua chitarra per difendere la sua cultura. Questa legittimità storica e rivoluzionaria deve essere rimessa in causa. “Per noi è una chance storica da non perdere”.

Traduzione di Alessandra Cimarosti


Giusy Regina

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