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Le mani della Fratellanza sull’Egitto?

di Marco Di Donato

Dopo aver vinto il primo round nello scontro con i militari, Muhammad Morsi ed i Fratelli Musulmani stanno forse mostrando le loro reali intenzioni. I risultati delle elezioni parlamentari e presidenziali forniscono un margine di manovra troppo ampio per non essere sfruttato e la Fratellanza sta progressivamente esercitando una sempre maggiore influenza all’interno delle istituzioni statali.

Secondo al-Masry al-Youm, l’Ufficio della Guida Suprema avrebbe indicato a Morsi una lista di cinquanta papabili governatori da nominare al posto di quanti dopo la caduta di Mubarak rassegnarono le loro dimissioni o furono costretti a lasciare il proprio incarico. Il nasserista Sabbahi ha già apertamente condannato ogni tentativo di monopolizzare la rappresentanza all’interno dei governatorati egiziani affermando che: “Morsi perderà supporto popolare se deciderà di seguire il cammino della dominazione”. Critiche sono arrivate anche da Amr Moussa il quale ha accusato i Fratelli Musulmani di voler imporre la propria visione islamista anche all’interno dell’Assemblea costituente imponendo una non meglio specificata “implementazione della sharia”. Anche alcuni recenti articoli a firma di studiosi e ricercatori occidentali sembrano confermare questa nuova tendenza dei Fratelli Musulmani i quali, secondo tale visione, sembrerebbero sempre più intenzionati a controllare il potere in maniera autonoma, ma soprattutto autoritaria. Il Gatestone Institute titola una sua analisi “The Muslim Brotherhood Builds a Totalitarian State in Egypt”, mentre l’inglese Daily Mail riporta fonti anonime egiziane che denunciano chiari tentativi di “crocifiggere” quanti si stanno in questi mesi opponendo alle manovre del nuovo presidente egiziano Morsi.

Morsi ed i Fratelli Musulmani stanno dunque cercando di governare secondo la propria linea, senza scendere a compromessi con altre forze politiche dimostrando una imprevedibile autonomia di azione che spaventa molte forze politiche e parte della società egiziana (vedi i copti). La vera sfida per il Freedom and Justice Party sarà dunque quella di perseguire i propri obiettivi attraverso i propri metodi senza tuttavia rendersi colpevole di una gestione autoritaria del potere che andrebbe a rievocare un troppo recente passato.

 


Claudia Avolio

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