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Le donne saudite fanno abbastanza contro la discriminazione?

Di Samar Fatany. Al-Arabiya (09/03/2014). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

L’otto marzo, le donne saudite hanno celebrato la Giornata Internazionale della Donna con la determinazione di voler influenzare il cambiamento ed essere d’aiuto alle loro sorelle oggetto di abusi e discriminazioni. È, tuttavia, inutile celebrare questo giorno con discorsi vuoti e paroloni. Le attiviste dovrebbero riflettere sul loro ruolo di leader nella comunità e chiedersi se fanno abbastanza per colpire coloro si oppongono al progresso.

Il grande supporto dato dal re Abdullah alle donne è stato fonte di ottimismo. Le donne, però, stanno ancora lottando per cambiare la legislazione e le procedure giuridiche affinché i loro diritti vengano tutelati. La nomina di alcune donne al Consiglio della Shura e la loro continua richiesta di ammodernamento delle leggi e di eliminazione delle barriere sociali ha dato al popolo femminile maggiori speranze. Tuttavia, i progressi avanzano a rilento.

Diritti religiosi

Ci sono ancora molte donne che non conoscono i loro diritti religiosi o le leggi statali. Estremisti e studiosi male informati hanno distorto i fatti sottomettendo le donne ai guardiani di sesso maschile. Le donne, oggi, devono confrontarsi con questa mentalità attraverso un’educazione religiosa che riconosca i veri insegnamenti della shari’a, che ha dato alle donne il diritto di proprietà 1400 anni fa, molto prima delle loro sorelle europee. L’invito a sostenere l’empowerment femminile nella società saudita è un grido per il cambiamento. Le attiviste continuano a chiedere l’abolizione della legge del guardiano maschile che impone il controllo assoluto dell’uomo sulla donna privandola dei suoi diritti fondamentali per gestire gli affari e vivere la vita che ha scelto di condurre.

Abusi domestici

La violenza domestica e contro le donne è possibile anche per l’assenza di meccanismi legali che proteggano le donne e i bambini vittime di abusi. È tempo che il governo disponga una legge sullo statuto personale che tuteli le donne dando loro il diritto all’autodeterminazione. Non è più possibile accettare matrimoni tra bambini, divorzi arbitrari. E ancora la legge sulla cittadinanza, che non può essere trasmessa dalle donne, la legge sul pensionamento e le leggi che riguardano la società civile. Il diritto di guidare, poi, è un diritto fondamentale: in assenza di trasporto pubblico, le donne sono confinate alle quattro mura della loro casa.

Riforme del governo

Le riforme del governo dovrebbero dare alle donne competenze, risorse e opportunità essenziali per fare carriera e dare loro voce nelle questioni che riguardano la famiglia, la loro vita e la comunità. Si rende necessaria una spinta perché cambi l’atteggiamento verso le donne. Il ritardo nell’affrontare i diritti delle donne è deleterio per la società e compromette il futuro della nuova generazione di donne. Il mancato riconoscimento dei loro diritti e delle loro capacità è uno spreco di risorse preziose e una grande perdita per il nostro paese. Un Paese che non si svilupperà senza la piena partecipazione delle donne e l’eliminazione degli ostacoli che si frappongono all’empowerment delle donne.

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Roberta Papaleo

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