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L’America e la guida del mondo

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Stati Uniti: modello da seguire?

di Salim al-Kutbi, Elaph (09/09/2018). Traduzione e sintesi di Mario Gaetano

Nonostante il declino del potere americano, l’evoluzione degli eventi dimostra che gli Stati Uniti sono ancora seduti sul trono del mondo e, secondo stime minori, la scena non cambierà nel prossimo futuro.

Piaccia o non piaccia questa è la realtà dei fatti con la quale noi dobbiamo trattare come arabi. Tale opinione non esprime appoggio e simpatia verso l’America, piuttosto invita semplicemente a impegnarsi nella realtà, senza sperare in cambiamenti o che le analisi non provengano dai sondaggi della società americana.

Tale osservazione sta ad indicare che gli Stati Uniti, a prescindere dalle critiche indirizzate all’amministrazione Trump, sono ancora un “modello” e possiedono la forza per continuare ad esserlo. Per questa ragione, secondo i ricercatori e gli specialisti, bisogna porre molta attenzione a ciò che accade nella scena americana interna, specialmente alla pubblicazione del libro: “Che paura: Trump alla Casa Bianca” del famoso giornalista americano Bob Woodward, destando l’interesse americano e mondiale senza precedenti, addirittura prima che lo pubblicasse. Migliaia di persone nel mondo hanno divorato il suo libro per conoscerne i dettagli e le testate internazionali ne hanno diffuso il materiale più appetibile.

Come già affermato in precedenza, l’America è ancora un modello forte che si basa su un presidente altrettanto forte. Nel libro è ben visibile l’avversione di Trump verso i suoi oppositori e i suoi critici, e sono riportati anche fatti citati da funzionari che conoscono sia le dinamiche interne alla Casa Bianca, sia chi sta vicino a Trump, il quale è definito da i suoi amici stretti e collaboratori come un idiota e un bugiardo.

Nella Casa Bianca regna il caos, al punto tale che i grandi consiglieri di Trump fanno sparire le delibere per impedirgli di firmarle evitando di danneggiare l’interesse nazionale. Per non parlare del ministro della difesa Mattis il quale, dopo un colloquio con Trump, nel quale quest’ultimo gli ordinava di assassinare Assad, ha confermato che mai avrebbe dato seguito alla richiesta di Trump .

Secondo un articolo anonimo del “New York Times”, esiste un “fronte di resistenza” per proteggere la sicurezza nazionale e porre fine alla presidenza Trump.

Non c’è dubbio che vi sia ancora chi giudica positivamente questo modello che produce ricchi intrecci tra potere e informazione e tra sostenitori e oppositori che sono diventati una questione nazionale.

Sicuramente molti avranno letto con attenzione i dettagli della telefonata tra Trump e Woodward, in cui il Tycoon ha definito il libro “pessimo”, lo scrittore ha replicato dicendo: “Io credo nel nostro Paese e dato che Lei è il mio presidente, Le auguro buona fortuna”.

Il futuro di Trump non lo stabilirà il libro “Che paura” come credono in molti, bensì le elezioni per il rinnovo di metà del Congresso, il quale è già stato influenzato da questa ardente discussione su Trump. È sulla base dell’esito di queste elezioni, che i repubblicani potrebbero decidere le eventuali azioni previste per il presidente. Se così non fosse, sarà perché i democratici non avranno raggiunto le aspettative.

Salim al-Kutbi è ricercatore e opinionista politico emiratino e ha scritto numerosi articoli su testate e siti di giornali arabi.

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I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Arabpress.eu


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