Egitto Letteratura

La donna nell’antica letteratura egiziana

Di Zahi Hawass. Asharq al-Awsat (11/10/2018). Traduzione e sintesi di Cristina Tardolini

La letteratura è lo specchio di società antiche e contemporanee e una delle più importanti forme d’arte. Essa ci definisce in tutti gli ambiti e spiega le funzioni dei suoi membri, uomini e donne, anziani e bambini. In questo articolo parliamo dell’antica letteratura egiziana, ed in particolare del ruolo delle donne come compagne nella vita degli uomini e membri della società. Il loro importante ruolo è evidente già nel mito di Iside e Osiride, e poi nel racconto della lotta tra Seth e Horus: fu proprio grazie ad Iside infatti, che Osiride è stato riportato alla vita, dopo che essa stessa ha combattuto il male e ha continuato a cercarlo in ogni dove, nonostante fosse stato ucciso da Seth; Horus, il bambino che nacque dall’unione tra i due, fu allevato in segreto da Iside ed in seguito divenne re d’Egitto.

Qui di seguito, ecco quello che i saggi dell’era faraonica hanno detto sulle donne, iniziando con le parole di Ptahhotep: “Se sei un uomo di successo, rafforza i legami della famiglia e ama tua moglie. Se vuoi mantenere l’amicizia della casa in cui stai entrando, fai attenzione a non avvicinarti alle donne: è saggio non interferire troppo con loro”, ha detto. Segue poi il filosofo Hani, il quale esorta i giovani a sposarsi presto, ci da il suo parere sul crimine di adulterio fino a dirci di avere reverenza verso genitori anche dopo la loro morte: “Porta delle offerte sulla tomba di tuo padre e tua madre al cimitero. Non dimenticarti di farlo”. E dice anche: ” Raddoppia la quantità di pane che dai a tua madre e curala come lei ha fatto con te dopo la tua nascita, portandoti in braccio, allattandoti per tre anni e pulendoti. Quando diventerai adulto prendi una moglie, portala a casa e proteggila con il tuo sguardo, come ha fatto tua madre con te”.

Abbiamo anche prove letterarie del potere delle donne di fronte al re attraverso la storia del faraone Cheope e dei maghi, che narra di quando il re Snefru andò a fare un giro in barca nel lago, organizzando una vogata di belle donne: accadde ad un certo punto che le ragazze smisero di remare perché l’orecchino di una di loro cadde nell’acqua, e fu solo grazie all’intervento di un mago indovino che il gioiello venne recuperato e la remata potè andar avanti.

Zahi Hawass è archeologo ed egittologo; è stato Ministro delle Antichità e Primo Ispettore delle antichità per le Piramidi di Giza.

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Redazione

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