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Israele, al via i negoziati tra Netanyahu e Gantz

L’Orient-Le Jour  (24/09/2019)     Traduzione e sintesi di Katia Cerratti

Il presidente israeliano Reuven Rivlin,  ha avviato ieri sera i colloqui con il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu e il suo principale rivale Benny Gantz, per convincerli a formare un governo di unità, dopo che le elezioni legislative non sono riuscite ad essere decisive. Né Netanyahu, leader del partito Likud di destra, né Benny Gantz, leader del partito di centro Kahol Lavan (“Blu-bianco”), sono in grado di riunire 61 deputati, maggioranza assoluta in Parlamento.

Dopo aver terminato le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari eletti per conoscere le loro proposte in merito alla scelta del futuro Primo Ministro, Rivlin ha cominciato a discutere con Netanyahu e Gantz a Gerusalemme.

Domani dovrà designare chi avrà il mandato per formare il prossimo governo e porre così fine al governo di Benjamin Netanyahu, il Primo ministro più duraturo nella storia di Israele con oltre 13 anni di potere, di cui gli ultimi dieci senza interruzione.

Il partito di Benny Gantz (33 seggi) ha ricevuto il sostegno dalla sinistra e di una parte della “Lista Unita” delle formazioni arabo-israeliane, ma questo gli conferisce solo 54 seggi. Quello di Benjamin Netanyahu (31 seggi) è in grado di riunire solo 55 seggi con i suoi alleati religiosi e della destra nazionalista.

Come Rivlin, anche Gantz e Netanyahu hanno chiesto la formazione di un governo di unità ma ciascuno vorrebbe prenderne il comando.“L’unico governo che si può formare in queste condizioni è un governo ampio e unito tra noi e l’unico modo per realizzarlo è quello di sedersi e parlare”, ha dichiarato ieri Netanyahu.

Ma se Reuven Rivlin ha chiaramente affermato di voler riunire Likud e “Blu-bianco” per formare un governo “stabile”, il modo per raggiungere un tale accordo rimane ancora poco chiaro. Sospettato di “corruzione”, “abuso d’ufficio” e ” appropriazione indebita “, Netanyahu dovrà essere ascoltato dalla corte di giustizia all’inizio di ottobre e quindi gioca la sua sopravvivenza politica in questi negoziati cercando infatti di ottenere l’immunità parlamentare se verrà accusato, ma questa immunità potrebbe essere più difficile da ottenere se non dirigerà il governo successivo.

Deve affrontare anche ala “Lista Unita” dei partiti arabi, arrivata tredicesima alle elezioni legislative del 17 settembre con 13 seggi, lista che ha sostenuto il centrista Benny Gantz come prossimo Primo ministro per bloccare la strada a Netanyahu.

Tra l’altro, i partiti arabi accusano Netanyahu di aver perseguito una politica discriminatoria nei confronti della minoranza arabo-israeliana che rappresenta il 20% dei nove milioni di abitanti del paese. Tre rappresentanti della lista, hanno però annunciato ieri che non sosterranno tale proposta.

Da parte sua, Avigdor Lieberman, leader della formazione nazionalista laica Israel Beitenou, considerato un potenziale “faiseur de roi” dopo aver vinto 8 seggi, domenica scorsa ha confermato che non consiglierebbe né Benjamin Netanyahu, né Benny Gantz. “Non faremo parte del blocco con gli haredim (ebrei ultra-ortodossi) e i messianisti. Per questo motivo non proporremo Netanyahu al Presidente “, ha affermato.

“E noi non possiamo raccomandare Benny Gantz che sta considerando un governo supportato dalla lista araba (…)”, ha aggiunto l’ex ministro della difesa. “Gli Haredim sono nostri avversari politici, ma gli arabi sono i nostri nemici”, ha affermato.

Il presidente Rivlin, la cui funzione è quasi simbolica, domani svolgerà un ruolo politico chiave designando, quando gli verranno comunicati i risultati finali delle elezioni, chi formerà il governo. Il prescelto avrà quindi 28 giorni per farlo, con una possibile proroga di due settimane. Se tutti i tentativi falliranno, Reuven Rivlin potrà decidere di assegnare l’incarico a qualcun altro. Ad aprile, le elezioni legislative erano già terminate senza un vincitore e Netanyahu non era stata in grado di formare una coalizione, portando così il paese a nuove elezioni il 17 settembre.

Il presidente Rivlin ha promesso di fare tutto il possibile per evitare una terza elezione.

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Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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