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Gadi Eizenkot, il nuovo capo di Stato maggiore di Israele

Di Hilmi Mussa. As-Safir (17/02/2015). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Il generale Gadi Eizenkot è il nuovo capo di Stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Ha assunto l’incarico lo scorso 16 febbraio, prendendo il posto del collega Binyamin Gantz.

La nomina di Eizenkot rappresenta un chiaro cambiamento all’interno dell’esercito e della società israeliani a causa delle sue origini: Eizenkot è infatti il primo israeliano di origini marocchine a ricoprire una simile carica. Curioso notare che molti lo credono di origine aschenazita, mentre il suo cognome e di derivazione berbero-marocchina. L’eccezionalità di Eizenkot è rappresentata anche dalla sua matura età (54 anni) che lo rende il più anziano capo di Stato maggiore nella storia delle IDF.

Alex Fisherman, commentatore israeliano di Yedioth Ahronoth, ha detto che il nuovo incarico di Eizenkot sarà “particolarmente difficile”, in quanto la sua nomina arriva in piena tempesta elettorale e in un periodo pieno di sfide, soprattutto in termini di sicurezza.

Secondo il commentatore militare per Channel 10, Alon Ben David, la sfida più grande di Eizenkot sarà confrontarsi con i suoi responsabili. A differenza di Gantz che aveva dalla sua parte il ministero della Difesa, in tutta la sua carriera militare Eizenot ha sempre dimostrato di non avere paura di chi è al potere e di saper difendere la sua opinione. Dunque, la capacità di Eizenkot di confrontarsi con le autorità avrà di certo delle implicazioni strategiche.

Gadi Eizenkot inDa parte sua, durante la cerimonia ufficiale per la nomina, Netanyahu ha detto a Eizenkot che “i prossimi quattro anni saranno più difficili degli ultimi”. Netanyahu ha fatto riferimento all’attuale frammentazione del Medio Oriente, allo sgretolamento di molti Stati e alla minaccia del programma nucleare iraniano, oltre a quella dell’islam radicale, “che permea ogni poro della regione”.

Eizenkot porta sulle spalle un’esperienza militare di 37 anni, iniziata nel 1978 quando a 18 anni è entrato a far parte della Brigata Golani, nella quale è rimasto parecchi hanno ricoprendo cariche via via più alte. Nel 2005, è entrato a far parte dello Stato Maggiore, del quale è poi diventato vice capo. Si sa che Eizenkot abbia in un primo momento rifiutato la nomina di capo di Stato maggiore, lasciando il posto al suo attuale predecessore Gants perché lo riteneva più qualificato per quella posizione.

Ad ogni modo, nel corso della sua carriera è il Libano ad aver ricoperto un significato particolare per Eizenkot, soprattutto per il ruolo svolto nel corso della seconda guerra nel 2006. Eizenkot è infatti colui che per primo propose la cosiddetta “dottrina dahiya“, alla base della moderna teoria della deterrenza israeliana. Secondo questa dottrina, per ogni casa distrutta in territorio israeliano verrà distrutto un intero quartiere nel Paese aggressore e per ogni razzo caduto su territorio israeliano ne verranno lanciati dieci in risposta.

Eizenkot è considerato dunque “il maggiore esperto degli affari del Libano”. Tuttavia, oltre agli elogi in campo militare, Eizenkot è anche apprezzato per la sua tempra. Uri Sagi, ex comandante dell’intelligence ed ex compagno nella Brigata Golani, ha dichiarato che Eizenkot “non ha mai aspirato al ruolo di leader e non ha mai cercato di impressionare. È una persona degna di riconoscimento e esperto nella preparazione della forze militare”. Soprattutto, Sagi ha spiegato che uno dei grandi pregi di Eizenkot è quello di sapere quando usare o meno la forza.

Hilmi Mussa è un giornalista palestinese esperto di questioni israeliane.

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Roberta Papaleo

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