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Fratelli Musulmani risolvete il problema rifiuti

Il presidente Morsi è insediato al governo da cento giorni e i cittadini egiziani si chiedono che cosa abbia fatto fino ad ora per cambiare la situazione precedente.

Un problema è sotto gli occhi di tutti e per ora non è cambiato dall’era Mubarak; il problema della raccolta dell’immondizia. La politica internazionale è importante ma ai cittadini egiziani interessa soprattutto vedere risolti i problemi urbani quotidiani. Il Cairo è la più grande area metropolitana dell’Africa, la città in cui gli “ stra-ricchi” sono uguali agli  “stra-poveri “ grazie all’immondizia che si accumula davanti alla porta delle loro case e per le grandi vie della città.Ogni famiglia del Cairo produce quattro kilogrammi di immondizia al giorno che non sa dove smaltire e che rende l’aria della Città irrespirabile. Nel mese di luglio, due settimane dopo il suo insediamento, Morsi aveva lanciato la campagna Clean Homeland in diverse città egiziane invitando i cittadini e i giovani Fratelli Musulmani ad avanzare proposte per la risoluzione del problema rifiuti. Le proposte da parte di gruppi che si occupano della gestione dei rifiuti ci sono state ma alla richiesta di un aumento della frequenza nella raccolta dei rifiuti non si è visto un adeguato rimborso da parte dello Stato. Per mantenere pulite le strade del Cairo occorrono due raccolte al giorno inoltre ci sono differenze da quartiere a quartiere visto che nelle zone nuove della città il lavoro si svolge più velocemente rispetto alle parti vecchie con strade quasi impraticabili. Il governo non sembra volere pagare adeguatamente il servizio.

 Si potrebbero mettere i cassonetti come era stato fatto, con insuccesso visto i furti dei container per l’accumulo di immondizia, nel 2002 con il governo Mubarak ma la popolazione fatica ad abituarsi  sia ai cassonetti sia alla raccolta differenziata abituata come è al ritiro porta a porta da parte degli zabaleen che sopravvivono smistando i vari componenti dell’immondizia. Il governo non sembra avere le idee chiare, i gli egiziani sospirano e anche dopo la rivoluzione tirano avanti.

Enrica Schivardi

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