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Europei 2012: le tifose di Gaza

di ‘Abir Ahmad (Elaph 16/06/2012). Traduzione di Claudia Avolio

 

Un fenomeno che negli ultimi tempi ha preso il sopravvento nella comunità di Gaza è l’interesse delle ragazze verso il mondo del calcio. In particolare, molte di loro si sono scoperte tifose accanite delle squadre europee, in gara in questi giorni nell’importante competizione degli Europei 2012. Quello che abbiamo cercato di capire può essere riassunto in due domande: quali sono i motivi che spingono le ragazze di Gaza ad avvicinarsi al mondo del calcio? E come vede la società ghazawi il diffondersi di questo nuovo fenomeno?

La prima ragazza che abbiamo incontrato è Nur ‘Amr, studentessa alla facoltà di Ingegneria civile, a cui il mondo del calcio piace in modo sorprendente. “Adoro guardare le partite, a volte ne sono talmente presa che mi dimentico tutto il resto,” questo il pensiero espresso dalla giovane, per la quale “l’idea alla base del calcio è il divertimento assoluto”. Nur ci dice che da quando sono iniziati gli Europei 2012, li segue con estremo entusiasmo. “Sono una fan sfegatata della Spagna!”, rivela la giovane tifosa.

Nella società ghazawi Nur riscontra molte resistenze nell’accettare che una ragazza sia tifosa, considerandolo spesso un disonore. La visione al riguardo sembra piuttosto chiusa. Al sentirsi chiedere perché le piace il calcio e come si è appassionata, Nur risponde partendo dal fatto che Gaza è piccola, e tra ciò che offre c’è il ritrovarsi coi propri fratelli seduti sul divano a guardare le partite. In realtà all’inizio Nur lo trovava noioso ed irritante, “ma poi la noia è diventata amore”, dice la ragazza, che coltiva questa nuova passione con profondo affetto e dedizione. Da quando ama i match calcistici, si è resa conto di amare anche lo sport in senso più ampio.

La seconda ragazza che ci ha raccontato del suo feeling calcistico è ‘Ala Moustafa, studentessa presso il Dipartimento sportivo dell’università di Al-Aqsa, che considera il calcio uno sport molto avvincente. “Del resto, ha milioni di tifosi sparsi in tutto il mondo,” ci dice, e continua “E come nel resto del mondo, anche a Gaza ci sono tifose femmine che affiancano i maschi condividendo questa passione”. La giovane ci tiene a far capire che Gaza non è affatto distante dai grandi eventi sportivi che si svolgono in tutto il mondo. “Gli Europei 2012 sono un’occasione stupenda, da seguire davvero con passione,” dice e subito dopo ci rivela che “la mia squadra del cuore è la Germania – un forte favorito a tenere testa nel gruppo, magari aggiudicandosi il titolo europeo…”.

Anche qui il tifo è agguerrito, e molte amichevoli scorribande scoppiano tra ‘Ala e le sue amiche quando si tratta di tifare per la propria squadra, che non sempre è la stessa per tutte. Come espresso da Nur, anche ‘Ala ritiene che nella società ghazawi il legame con le tradizioni non lasci vedere molto di buon occhio il tifo declinato al femminile. Soprattutto se ci si trova a seguire un match in un bar o in un altro luogo di ritrovo. La considerazione che ricevono le tifose è spesso non benevola, ma ‘Ala si augura che questo pregiudizio vada pian piano scomparendo, e che si accetti lo speciale legame che unisce le ragazze alla realtà calcistica, come avviene nelle altre parti del mondo.

La terza voce che abbiamo ascoltato è quella di un uomo, nello specifico un assistente presso il Dipartimento di Sostegno Psicologico dell’università di Al-Aqsa, il dottor Dardah Al-Sha’ir. A lui abbiamo chiesto cosa spinge le ragazze di Gaza ad interessarsi di calcio, e ci ha offerto molti spunti da cui partire. Il primo è che per queste giovani il mondo del calcio può rappresentare un’evasione dalla realtà. A ciò si lega il fatto che spesso le ragazze trascorrono molto tempo chiuse in casa, e magari le loro famiglie non accettano sempre di buon grado che svolgano attività ricreative legate alle loro passioni. Così ritrovarsi coi loro fratelli a seguire le partite in tv le avvicina a questo mondo, e si appassionano anche loro.

“E poi il gioco del calcio è sempre stato e continua ad essere l’evento più diffuso nella Striscia di Gaza, come nel resto del mondo,” dice Al-Sha’ir. Riguardo a come la comunità giudica le tifose, l’uomo ci spiega che la condizione della donna nella società di Gaza non le consentirebbe di uscire la sera per seguire una partita, né per festeggiare la vittoria della sua squadra e dei suoi beniamini. Sempre più ragazze, comunque, stanno manifestando un vivo interesse per il mondo del calcio, e si aspettano anzitutto che le loro famiglie siano d’accordo, e che questo consenso si estenda in un secondo tempo al resto della società. Perché in fondo il calcio resta un mondo a sé, in cui non c’è differenza tra tifosi maschi e tifose femmine: è dove si riesce ad andare al di là.


Claudia Avolio

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