Turchia Zoom

Erdogan lascerà che il potere gli scivoli via dalle mani?

Di Murat Yetkİn, Hurriyet Daily News, (27/10/2015) Traduzione e sintesi di Chiara Cartia

La posta in gioco principale delle elezioni del 7 giugno era sapere se l’HDP (Partito Democratico del Popolo) avrebbe superato la soglia del 10% per entrare in Parlamento. Ci è riuscito grazie al co-Presidente Selahattin Demirtaş che ha voluto che il sistema parlamentare diventasse presidenziale, il che ha attratto i voti dei liberali turchi, degli esponenti di destra, dei nazionalisti curdi tradizionalisti e dei laici. L’AKP ha perso la sua maggioranza proprio perché l’HDP era rappresentato in Parlamento.

Erdogan ha voluto allora organizzare altre elezioni il primo novembre, sperando di poter esercitare di nuovo de facto i suoi poteri presidenziali, qualora l’AKP riguadagnasse la maggioranza e formasse un governo monopartitico.

La domanda principale delle elezioni del primo novembre è quindi: riuscirà l’AKP a riprendersi il suo posto di partito unico al governo? La risposta non è ancora chiara, malgrado manchino pochi giorni al voto.

L’AKP sembra prendere in considerazione la probabilità che l’HDP entri in Parlamento, che di conseguenza risulterebbe quadripartitico. Ma è ancora concentrato sulla possibilità di emergere come partito unico al governo, anche con un margine ristretto. Questo non solo richiederebbe almeno 43-44% dei voti (a giugno ne aveva avuti 40,9%) ma anche una distribuzione degli stessi che permetta all’AKP di avere deputati nelle province che a giugno erano andate in mano ad altri partiti per un centinaio o poche migliaia di voti.

Tuttavia l’AKP non è il solo a caccia di questi voti. Anche gli altri tre partiti  sperano di avere più deputati, o almeno di poter proteggere le loro posizioni.

Se l’AKP non dovesse riconquistare la maggioranza o formare un governo monopartitico, ci potrebbe essere un governo di coalizione oppure altre elezioni, malgrado la polarizzazione politica cresca paurosamente in Turchia.

Il Paese deve quindi far fronte a una questione cruciale: Erdogan lascerà che il potere gli scivoli via dalle mani?

La risposta a questa domanda è direttamente correlata alla qualità della democrazia in Turchia: solo nelle democrazie i governi cedono alla volontà del popolo e rispettano i risultati elettorali.

La democrazia non è uno strumento da usare solo quando ci dà il potere che vogliamo. Dev’essere usata anche quando ci viene tolto il potere per darlo a qualcun altro, o a condividerlo tra partiti. Se questo non accadrà, vorrà dire che la Turchia è una cosa diversa da una democrazia funzionante.

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Chiara Cartia

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