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Cosa avverrà in Libano dopo la morte del leader di al-Qaeda?

Di Ali Hashem. Al Monitor (4/01/2014). Traduzione e sintesi di Giusy Regina.

Pochi giorni dopo il suo arresto a Beirut, le autorità libanesi hanno dichiarato la morte dell’”emiro” di al-Qaeda Majid al-Majid.

Secondo alcune fonti, le condizione di salute del leader, non hanno permesso agli investigatori di interrogarlo. Così quella che doveva essere una risorsa preziosa di informazioni e segreti rivelati, si è trasformata in una sorta di miraggio. Niente confessione, dunque niente di fatto.

Mentre i dettagli dell’arresto di al-Majid sono stati resi pubblici, le circostanze della sua morte sono state tenute quasi segrete. Anche per questo  molti libanesi, a prescindere del partito politico a cui appartengono, credono che  egli sia stato ucciso affinché le sue rivelazioni morissero con lui.

Oltre il Libano e l’Arabia Saudita, al-Majid era ricercato anche dagli Stati Uniti e dall’Iran.

Una fonte iraniana ha sottolineato la stranezza delle coincidenze che hanno portato in così breve tempo prima all’arresto e poi alla morte del leader di al-Qaeda. Egli affermato anche che l’Iran sta studiando la questione attentamente, soprattutto dopo l’attentato all’ambasciata iraniana a Beirut il 19 novembre 2013, che ha ucciso 23 persone. In quella circostanza, vennero accusati sia Hezbollah che gli Stati Uniti, per vedere poi invece le Brigate Abdullah Azzam prendersi la responsabilità dell’accaduto. Come “emiro” delle Brigate, al-Majid conosceva ogni operazione dle gruppo, inclusi transazioni finanziarie, fondi, traffico di armi.

La domanda adesso è: cosa succederà in Libano dopo la sua morte? La risposta sta nell’esplosione del 2 gennaio 2014, quando un’autobomba nel quartiere roccaforte di Hezbollah a Beirut ha ucciso almeno 5 persone, ferendone una settantina.

Secondo una fonte della sicurezza libanese, le Brigate Abdullah Azzam e il libanese sunnita Ahmad al-Assir potrebbero unire le forze. “Uno dei due attentatori suicidi all’ambasciata iraniana era un sostenitore di al-Assir, così come gli altri quattro uccisi a Sidone durante gli scontri con l’esercito”.

Ebbene sì, sembra che questa affiliazione sia in fase di costituzione.

 

 

 

 

Giusy Regina

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