Israele News

Cisgiordania, identificato l’anello di Ponzio Pilato ritrovato 50 anni fa

di Katia Cerratti

“Quel nome era raro nell’Israele di quei tempi. Non conosco nessun altro Pilato di quel periodo e l’anello mostra che era una persona di rango e benestante”. E’ quanto dichiara il professor Danny Schwartz al quotidiano israeliano Haaretz, in merito a un’incredibile scoperta fatta 50 anni fa ma decifrata solo ora grazie a moderne tecnologie: un anello in bronzo appartenuto a Ponzio Pilato. Rinvenuto intorno al 1968 nel sito archeologico di Herodion, vicino a Betlemme, in Cisgiordania, durante gli scavi diretti dal professor Gideon Forster dell’Università di Gerusalemme in occasione dell’apertura al pubblico della tomba e del palazzo di Erode, l’anello sarebbe dunque appartenuto a Ponzio Pilato, governatore romano della regione tra il 26 e il 36 d.C. e quinto prefetto della provincia romana della Giudea sotto l’imperatore Tiberio. Accuratamente ripulito su richiesta del direttore del sito archeologico in questione, Roee Porath, l’anello reca l’immagine di un vaso di vino e un’iscrizione in greco  tradotta con “appartenente a Pilato”. Si tratterebbe inoltre, di un tipo di anello usato come timbro o sigillo ufficiale. Malgrado non sa stato possibile ricostruire con certezza l’anno di produzione dell’anello, va però considerato il luogo in cui lo stesso è stato rinvenuto insieme a molti altri reperti, ovvero in un giardino costruito su un portico risalente al 71 dC. La ricerca dell’anello è stata guidata da un collettivo di studiosi tra cui il professore emerito del Dipartimento di Arte ed Estetica del Kaye Academic College, Shua Amorai-Stark, e diversi archeologi e accademici dell’Università di Gerusalemme: Malka Hershkovitz, Foerster, che ha scavato l’anello, Yakov Kalman, Rachel Chachy e Porat. L’epigrafe Leah DiSegni, membro della stessa università, ha il merito di aver decifrato l’iscrizione.

Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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