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Cinque miti da sfatare sul Marocco

Marocco

(Al Huffington Post Maghreb). Come in tutti i Paesi del mondo, anche in Marocco alcune credenze popolari hanno delle radici profonde all’interno della società, ma quante sono vere? Ecco sfatati 5 miti popolari diffusi nel regno marocchino.

“I Berberi sono venuti dallo Yemen passando dall’Etiopia”. Benché presente in tutti i libri di storia del Marocco, questa nozione è falsa. Infatti, la scienza e l’archeologia hanno riportano di incisioni rupestri che testimoniano la presenza di Berberi risalente all’8.000 a.C.. Ad ogni modo, vero è che dei flussi migratori provenienti dall’Africa subsahariana e dall’Oriente sono poi stati inglobati dalla popolazione aborigena.

“Il visto del sultano Mohammed Ben Youssef è comparso sulla luna”. Una notte del 1953, migliaia di marocchini giurano di aver visto il volto del Mohammed Ben Youssef sulla superficie della luna. Allucinazione collettiva? Forse. Effettivamente, i marocchini dell’epoca videro davvero il volto del sultano sul satellite, ma non certo per ragioni mistiche. Infatti, i nazionalisti marocchini avevano fatto stampare delle foto del sultano e le avevano distribuite ai cittadini, chiedendo loro di fissare il ritratto per qualche secondo e poi di guardare la luna: magia! L’effetto ottico fece in modo che il sultano apparisse sulla superficie lunare.

“Casablanca è una ville nouvelle“. Nonostante la forte spinta in avanti data alla città dal maresciallo Lyautey nel 1915, Casablanca non è stata creata dai francesi: al momento del loro arrivo, infatti, la città esisteva già da quattro secoli. Secondo Leone l’Africano, nato nel 1490, Casablanca sarebbe stata fondata dai romani, dai fenici o dai berberi con il nome di Anfa (in berbero ‘cima’ o ‘vertice’, in arabo ‘promontorio’ o ‘becco’). Dopo anni di diverse etnie e dinastie, nel 1770 la città fu battezzata con il suo nome attuale (Dar El Baida in arabo) dal sultano Mohammed Ben Abdellah.

“Cousteau è musulmano”. Su numerosi siti internet e forum in Marocco si legge che il celebre comandate Jacques-Yves Cousteau, prima della sua morte, si sarebbe convertito all’islam. Ma da dove proviene questo mito? Parte che, durante una missione nel Mar Rosso, il comandate Cousteau abbia scoperto che l’acqua salata e l’acqua dolce non si mescolano, contrariamente a quanto dettato dai principi di fisica fino ad allora vigenti. Dopo aver condiviso questa scoperta con uno “scienziato” musulmano, lui avrebbe detto a Cousteau che nel Corano si fa menzione di questo fenomeno. Di fronte a una tale rivelazione, Cousteau si sarebbe allora convertito all’islam, tre mesi prima di morire. Visto l’aumentare delle voci, la fondazione Cousteau ha smentito la notizia nel novembre 1991.

“Gli ottomani non hanno mai invaso il Marocco”. Nelle scuole marocchine viene insegnato che l’Impero Ottomano non ha mai annesso l’Impero Cherifiano: la nozione è veritiera, ma va di certo spiegata. Alla fine del 16° secolo, il Marocco si trovò di fronte a un bivio: cedere a un’invasione spagnola rampante che non poteva respingere o sconfiggere il nemico iberico riconoscendo il sultano ottomano. Il Marocco scelse la seconda opzione e divenne vassallo dell’impero ottomano. La decisione comportò immediatamente due importanti conseguenze: gli ottomani potevano penetrare nelle terre marocchina a loro discrezione dalla porte di Fes e Moulay Ahmed perde il suo titolo di sultano in favore del califfo ottomano Murad, ma per soli 9 anni.

 

 

Roberta Papaleo

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