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Bassam as-Salhi: il fallimento dei negoziati non è il fallimento dell’Egitto

Di Marwa Kamil. Al-Mesryoon (21/08/2014). Traduzione e sintesi di Dominga Fortunato.

In un’intervista rilasciata ad al-Mesryoon, Bassam as-Salhi, leader del Partito Popolare Palestinese, parla del ruolo del’Egitto nel conflitto palestino-israeliano e del futuro della sinistra palestinese.

Che cosa si aspetta Abu Mazen dal Qatar e da al-Sisi?

Abu Mazen ha messo in evidenza il ruolo centrale dell’Egitto nel supporto alla lotta del popolo palestinese, nella riconciliazione nazionale, nelle trattative per il “Cessate il fuoco”, facendo leva sulla storia e sulle esperienze condivise tra i due popoli. Lo scopo della visita in Qatar era, invece, quello di rafforzare la capacità del popolo palestinese di far fronte alle sfide israeliane. Il Qatar, all’interno della Lega Araba, può rappresentare un supporto per il polo egiziano e favorire la ricostruzione dello Stato palestinese.

Israele ha affermato che il disarmo di Gaza è difficile, ma cerca di attuarlo?

Israele tenta di inserire una visione securitaria in ogni trattativa, ma esiste una comune posizione palestinese-egiziana che rifiuta le richieste israeliane. Noi non siamo pronti a discutere questo argomento e lo stesso vale per i nostri fratelli egiziani.

Quanto ha influito l’unità nel percorso della sinistra?

Dobbiamo unificare le posizioni della sinistra palestinese, in particolare per quanto riguarda le richieste di rafforzamento della rivolta popolare. Abbiamo bisogno di concentrarci sui nostri principali obiettivi, ossia la fine dell’occupazione, la libertà e la stabilità, obiettivi che richiedono uno sforzo congiunto. Per esperienza, ogni volta che si rafforza lo stato rivoluzionario, le possibilità di unità di azione e di coordinamento diventano maggiori. Questa unità deve essere realizzata con ogni mezzo.

Fino a che punto la fermezza e il coraggio messi in campo per fronteggiare l’ultima aggressione israeliana contribuiranno ad accelerare la costruzione del Fronte Unito Palestinese?

In realtà, “il fronte nazionale” è ancora l’OLP per tutte le forze palestinesi. È quindi necessario rafforzare il ruolo di quest’ultimo. In questo modo, l’OLP stesso diventerebbe il quadro di azione unificato per tutti i palestinesi.

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Viviana Schiavo

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