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B-Y-T, a casa in un verso

bayt. Tra le parole più semplici della lingua araba, di quelle che ti insegnano alla seconda lezione. Significa “casa”, dal verbo bāta che ha il senso di “trascorrere la notte”. Una “casa” molto speciale si trovava a Baghdad all’epoca del regno Abbaside: Bayt al-Hikma, “la casa della Sapienza”, chiamata così durante il califfato di al-Rashid. Centro culturale pieno di vita, dove si svolgevano traduzioni e ricerche, e luogo che ospitava volumi in tante lingue, offriva corsi d’istruzione e assistenza medica.

 

bayt. Sembra troppo bello per essere vero, ma questa parola è usata in arabo anche per chiamare il “verso poetico”. Solo nel plurale le due parole differiscono: “case” si dice “buyut”, mentre “versi poetici” diventa “abyat”. Ė come se in arabo, dicendo che “sono a casa”, pronunciassi al contempo che “sono in un verso poetico”. E cos’è un verso, se non proprio un luogo in cui prendere una dimora leggera, tanto lieve da cambiare forma a seconda di chi si appresta ad abitarla?

 

Al-Ma’arri (973 – 1058), poeta e pensatore siriano che ha dato un inestimabile contributo alla civiltà araba, scelse – in seguito alla scomparsa della madre – di vivere in solitudine, chiuso in casa. Una decisione che lo faceva sentire rahn al-mahbisayn, “ostaggio di due prigioni”: una era la cecità che l’aveva colpito all’età di 4 anni, l’altra era la casa in cui era rimasto da solo. In momenti simili, la lingua araba viene a parlarti, è una presenza.

 

Mi piace pensare che, anche solo per un attimo, questa lingua debba essersi accostata al saggio Al-Ma’arri, quasi prendendogli il viso tra le sue antiche mani di radici, e ricordandogli come sua madre avrebbe fatto: “Questa non è una prigione, ho creato una parola apposta per te: bayt. Quando la pronunci, ti ricorderà che la tua casa non può tenerti ostaggio. Perché la tua casa è nei tuoi versi…”.

 

Claudia Avolio

 

(per approfondire: Storia della Letteratura Araba Classica – Daniela Amaldi, preziosa fonte cui attingere)


Claudia Avolio

2 Commenti

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  • ottima idea!ma non avrebbe più senso mettere accanto la trascrizione araba?per chi lo studia o ne è appassionato è una piccola cosa che può fare la differenza per ampliare il proprio vocabolario ed insieme comprendere meglio il mondo arabo

    • In effetti ci avevo pensato, ma temevo che risultasse poi un po’ macchinoso. Così all’inizio volevo dare un’idea di semplicità. Comunque farò delle prove e credo che andando avanti verrà naturale seguire il tuo consiglio. Grazie mille dell’idea, proponile sempre, sono qui apposta e anzi mi onori di condividerle! Non c’è niente di più bello delle idee! Ancora shukran e a presto. Claudia

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