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Assad – Abbas: accordo sui palestinesi in Siria

Zoom 29 ott SiriaDi Hisham Munawar. Elaph (26/10/2013). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

I palestinesi residenti in Siria, una volta motivo di invidia e gioia da parte dei loro fratelli in virtù dei diritti loro riconosciuti dal popolo siriano (e non dal regime), oggi sono stati abbandonati da tutti.

Il commissario generale dell’UNRWA, Filippo Grandi, delinea una situazione tragica per i rifugiati palestinesi che vivono in Siria: la metà di loro è fuggita dai campi profughi siriani, ormai diventati arena di battaglia tra le forze governative e l’opposizione. L’UNRWA ha inviato in Siria un numero di suoi dipendenti, oltre agli esperti di emergenze già presenti nella Striscia di Gaza, per formare i funzionari dell’Agenzia internazionale, che si sono trovati per la prima volta ad affrontare una situazione simile.

Grandi ha spiegato che, sin dal 1949, i palestinesi hanno vissuto in Siria un lungo periodo di stabilità, per cui l’UNRWA ha potuto svolgere un buon lavoro. Tuttavia, il conflitto iniziato nel 2012 ha coinvolto la maggior parte dei dodici campi palestinesi trasformandoli in terreni di scontro tra l’opposizione, dall’interno, e le forze del regime, dall’esterno. Molti tentanto di fuggire: l’Agenzia delle Nazioni Unite non ha la possibilità di accedere a questi luoghi a causa dei combattimenti ed è quindi impossibile conoscere il numero esatto dei palestinesi che hanno lasciato le loro case. Ad ogni modo, si stima che si tratti di circa metà dell’intera popolazione, quasi 270.000 persone, la maggior parte delle quali è partita alla volta del Libano, Paese non facile per i palestinesi.

Con il peggioramento della situazione umanitaria dei palestinesi in fuga dalla Siria, Debka, un sito  israeliano specializzato in notizie di intelligence, ha rivelato che il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas ha firmato un accordo segreto di cooperazione con il presidente siriano Bashar al-Assad. Il fine ultimo dell’accordo è impedire ai palestinesi di interferire negli affari siriani e di partecipare alla guerra in atto combattendo a fianco dell’opposizione. Secondo l’intelligence israeliana, inoltre, l’accordo, firmato con la mediazione della Giordania, prevede la consegna delle armi da parte dei palestinesi presenti in Siria.

L’accordo si iscriverebbe nel più ampio quadro degli sforzi diplomatici russi volti a creare le condizioni necessarie affinché la conferenza di pace Ginevra II, che si terrà il prossimo 23 novembre, abbia successo. Secondo Debka, firmando questo accordo Abbas sarebbe diventato il primo leader arabo a dissociarsi dal fronte anti-Assad.

Ora la domanda che ci si pone è: chi ha autorizzato l’Autorità Palestinese a contrattare sulla pelle dei palestinesi siriani in un’accordo schiavo di interessi politici?

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Roberta Papaleo

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