Arabia Saudita Religione Zoom

Arabia Saudita, il grande pellegrinaggio alla Mecca è sempre più connesso

di Hamza Mekouar L’Orient-Le Jour (13/08/2019) Traduzione e sintesi di Katia Cerratti

Per la prima volta quest’anno, la 5G è stata estesa alla prima città santa dell’Islam e dintorni.

Applicazioni “intelligenti”, corani su tablet e gadget pii : il grande pellegrinaggio alla Mecca accelera la sua trasformazione tecnologica iniziata qualche anno fa e viene concepito sempre più come evento religioso 2.0. Sabato scorso infatti, molti pellegrini si sono radunati sulla cima del Monte Arafat, con gli occhi sui versetti del Corano pubblicati sui loro smartphone o tablet che hanno rimpiazzato i libri religiosi. “Certo che leggo il Corano sul mio telefono (…) è molto più semplice”, dice Ahmad Salim, un insegnante egiziano di 46 anni venuto in Arabia Saudita per questo pellegrinaggio che è uno dei cinque pilastri del Islam.

Per la prima volta quest’anno, la 5G (la quinta generazione di standard per la rete mobile), una tecnologia che consente una circolazione più rapida di grandi volumi di dati, è stata estesa alla Mecca e dintorni (ovest). Nel frattempo, le società di telecomunicazioni Zain e Nokia hanno annunciato una “dimostrazione avanzata della realtà virtuale” per “consentire ai visitatori di sperimentare l’hajj a distanza, come se fossero lì”, la 5G infatti, può trasmettere video in streaming a 360 gradi di alta definizione “in tempo reale.

Molti pellegrini fanno a gara con i selfie giorno e notte e non mancano di condividere video del loro pellegrinaggio con i loro cari rimasti a casa. Quest’anno, quasi 2,5 milioni di fedeli provenienti da tutto il mondo si sono recati in pellegrinaggio alla Mecca.

La tecnologia semplifica anche la logistica per uno dei più grandi raduni al mondo. Il ministero saudita dell’Hajj ,invia messaggi quotidianamente ai fedeli fornendo ogni tipo di consiglio. Negli ultimi anni è stata offerta una vasta gamma di applicazioni per aiutare le persone di tutto il mondo a trovare il percorso, ottenere assistenza medica di emergenza o seguire i riti senza incidenti.

Grande novità di quest’anno, la digitalizzazione di tutti i visti per l’hajj, consegnati per la prima volta online senza passare per i consolati. Una persona che vive in un villaggio o in una città che non ha un consolato o un’ambasciata sauditi, non ha più bisogno di spostarsi e può richiedere e stampare online il visto. “Questo è un successo”, ha dichiarato Hatem ben Hassan Qadi, funzionario del ministero dell’Hajj. “È molto pratico, soprattutto per chi viaggia con la famiglia”, conferma il giordano Abderrahmane Shdaifat, 44 anni, che sta facendo l’hajj per la prima volta.

Ma è soprattutto il miglioramento della sicurezza a focalizzare maggiormente l’attenzione degli ingegneri e delle autorità pubbliche. Stanno infatti lavorando a soluzioni informatiche in grado di prevenire le tragedie che hanno segnato l’ hajj in passato, come nel 2015 quando il panico ha causato la morte di circa 2.300 fedeli.

Dopo questo micidiale incidente, il peggiore nella storia dell’hajj, le autorità stanno anche dotando i pellegrini di un braccialetto elettronico che memorizza i loro dati personali.”Tutti i dati sono memorizzati lì, come una carta d’identità, Se non sai leggere e scrivere e ti perdi lungo la strada, puoi mostrarli a chiunque e ti aiuterà a trovare il tuo indirizzo. La tecnologia facilita l’Hajj “, afferma Sami Abdelaziz, un pellegrino saudita di 37 anni.

“Se un pellegrino si smarrisce, il suo gruppo potrà conoscere la sua posizione. È molto utile”, dice il giordano Abderrahmane Shdaifat che si ripara sotto un ombrello a causa delle forti piogge che sono cadute lunedì nella valle di Mina, vicino alla Mecca, dove erano radunati i pellegrini. L’uomo mostra anche un secondo braccialetto al polso che dà accesso alla metropolitana che collega i vari siti del pellegrinaggio intorno alla Mecca.

“E poi” – assicura l’egiziano Ahmad Salim,- “quasi tutti i pellegrini hanno un gadget chiamato ‘sveglia o sveglia islamica’ che suona all’ora delle cinque preghiere quotidiane.

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Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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