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UE: “Non riconosciamo la sovranità israeliana sulle alture del Golan”

di Noa Landau, Haaretz (27/03/2019) Traduzione e sintesi di Katia Cerratti

Malgrado Trump abbia affermato in passato che il suo operato avrebbe rotto l’unanimità dell’Unione Europea nelle questioni riguardanti Israele, il Capo della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, parlando a nome dei 28 Stati, ieri ha dichiarato che non riconoscono la sovranità israeliana sulle alture del Golan. Si tratta di una dichiarazione che riflette dunque la posizione ufficiale di paesi come Ungheria, Polonia, Repubblica ceca, Romania, Austria, Lituania e Romania, Paesi che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha corteggiato negli ultimi anni al fine di rompere la compattezza all’interno dell’Unione europea nei confronti di Israele.

Venerdi scorso, Trump aveva dichiarato che era giunto il momento di riconoscere la sovranità di Israele sulle alture del Golan, provocando una prima reazione di una delegazione Ue nel paese, ma la posizione della Mogherini fa la differenza perché ufficializza l’unanimità di tutti i 28 Stati sulla questione:“La posizione dell’Unione europea in merito allo status delle alture del Golan non è cambiata. Conformemente al diritto internazionale e alle risoluzioni 242 e 497 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l’Unione europea non riconosce la sovranità di Israele sulle alture del Golan occupate “, ha affermato.

Sempre mercoledì, la missione francese presso le Nazioni Unite ha annunciato l’intenzione di fare pressione affinché il Consiglio di sicurezza si riunisca per una sessione pubblica sul Medio Oriente che includa le alture del Golan. Lunedi scorso, Trump ha incontrato Netanyahu a Washington per firmare un proclama presidenziale ufficiale con cui riconosce ufficialmente le alture del Golan come territorio israeliano, rendendo così ufficiale il gesto annunciato su twitter.

In una conferenza stampa congiunta, Trump ha dichiarato:“Non vogliamo vedere un altro attacco come quello subito questa mattina a nord di Tel Aviv”, aggiungendo:“La nostra relazione è potente […]Affronteremo il veleno dell’antisemitismo”. Netanyahu ha definito la decisione di Trump di riconoscere la sovranità sulle alture del Golan, “giustizia storica” e una “vittoria diplomatica”, aggiungendo che “Israele ha vinto le alture del Golan in una guerra di difesa. ”
Martedì, un alto funzionario israeliano ha affermato che il riconoscimento di Trump dimostra che Israele può tenere territori occupati presi in una guerra difensiva. Secondo la fonte, che era a bordo del volo di Netanyahu tra Washington e Israele,”Tutti dicono che non puoi tenere un territorio occupato, ma questo dimostra che si può, Se occupato in una guerra difensiva, dunque è nostro”.

Gli stati del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Kuwait, hanno denunciato la decisione. Inoltre, migliaia di siriani si sono riuniti martedì scorso in diverse città per protestare contro l’annuncio. Il capo negoziatore palestinese Saeb Erekat, che presiede l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, ha condannato l’annuncio di Trump, che secondo lui destabilizzerà ulteriormente il Medio Oriente.

Il ministero degli Esteri egiziano ha affermato in una dichiarazione che “Le alture del Golan sono territori arabi occupati, secondo la comunità internazionale e la risoluzione ONU 497, adottata nel 1981 dal Consiglio di sicurezza. La comunità internazionale dovrebbe onorare la sua posizione, impedendo la sovranità israeliana oltre l’area”.

I leader drusi delle alture del Golan, nel frattempo, hanno definito l’annuncio di Trump ‘una dichiarazione delirante di un uomo delirante’. “La decisione non cambia nulla in termini di status del Golan secondo la legge internazionale o per i residenti drusi ed era chiaramente destinata ad aiutare il primo ministro Benjamin Netanyahu politicamente”.

Secondo Hamas, le osservazioni di Trump costituiscono una palese violazione del diritto internazionale e contraddicono la posizione della comunità internazionale. L’organizzazione di Gaza ha aggiunto che la mossa di Trump è un nuovo tipo di aggressione contro le nazioni arabe.

La Jihad islamica, un’altra fazione nella Striscia di Gaza, ha fatto eco alla dichiarazione di Hamas, affermando che “Trump sta sostenendo l’occupazione e l’aggressione israeliana, dimostrando che gli Stati Uniti sono completamente in favore di Israele”.

Fatah ha dichiarato:“La dichiarazione di Trump non cambia il fatto che [il Golan] sia un territorio occupato”. Fatah ha anche accusato Trump di sostenere il colonialismo e la schiavitù.

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Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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