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Turchia in lutto per le più di 90 vittime del doppio attentato ad Ankara

(Agenzie). Sono almeno 95 le persone che ieri, sabato, ad Ankara hanno perso la vita a causa di un duplice attentato suicida che ha colpito una marcia pacifista organizzata per chiedere la fine del conflitto tra il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) e lo Stato turco. Da parte sua, lo stesso PKK, che aveva convocato l’evento, riferisce che i morti sono stati 128, ma il ministero degli Interni non ha confermato la notizia. Il primo ministro Ahmet Davutoglu ha dichiarato che per ora nessuno ha rivendicato gli attentati.

L’attacco ha inoltre provocato il ferimento di 246 persone, di cui molte in condizioni gravi. Secondo alcune notizie locali, centinaia di cittadini si sono recati negli ospedali di Ankara per donare sangue ai feriti.

I due attentatori hanno colpito vicino la stazione ferroviaria principale di Ankara, in quello che è stato considerato come uno degli attacchi più letali della storia recente della Turchia, dove cresce sempre più la tensione in vista delle nuove elezioni del prossimo 1° novembre.

“Abbiamo sentito un’enorme scoppio e poi il rumore di un’esplosione più piccola. Poi la gente ha iniziato a muoversi ed è stato il panico. Dopo abbiamo iniziato a vedere i cadaveri intorno alla stazione”, racconta Ahmet Onen, 25 anni. “Una manifestazione intesa a promuovere la pace si è trasformata in un massacro. Io non capisco”, aggiunge.

La condanna della comunità internazionale è stata immediata, ma anche la solidarietà. In migliaia sono scesi in strada in diverse capitali europee per esprimere il loro sostegno alla Turchia. A Istanbul, quasi 10.000 persone hanno marciato in segno di denuncia.

 

 

 

 


Roberta Papaleo

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