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Il messaggio coloniale agli arabi: scordatevi la Primavera!

Di Faisal al-Qassem. Al-Quds al-Arabi (18/04/2014). Traduzione e sintesi di Lia Brigida Marra.

Quanto siamo stati sciocchi a credere che i popoli possano ribellarsi e prendere in mano le redini del proprio destino, se vogliono. Quanto siamo stati ingenui a credere che le rivoluzioni siano un affare interno di ciascun popolo. Avessimo studiato bene gli scopi perversi della globalizzazione, ci avremmo pensato a lungo prima di fare la rivoluzione: i padroni del mondo la globalizzazione l’hanno confezionata con cura, non a casaccio, così da tenersi in pugno il mondo intero. Potrebbero mai consentire a questo o quel popolo di farsi artefice del proprio destino e abbandonare il gregge globalizzato? Niente affatto!

L’immagine che ci giunge dalle vicende della Primavera araba è ben nitida: “Arabi, volete liberarvi? Scordatevelo! Volete ribellarvi, a dispetto del nostro volere? Provateci pure: ve ne pentirete all’istante. Siamo noi i timonieri del mondo: se oserete contravvenire alla volontà del pastore del gregge, tramuteremo la vostra Primavera in un inferno e vi faremo rimpiangere i giorni del vecchio tiranno. Guardate cosa è successo ai popoli che hanno creduto di poterlo abbandonare il gregge: dispersi e orfani delle loro patrie, hanno cominciato a sognare una mollica di pane; libertà e dignità sono finite all’inferno”.

Oggi, nessuna rivoluzione può essere considerata quale mero affare interno. Le grandi potenze, che nei nostri Paesi da decenni scelgono regimi e dettano politiche interne, nutrono nella regione mediorientale interessi troppo grandi per lasciare che i nostri popoli determinino da sé il proprio destino e scelgano i governi che desiderano. Nel dire ciò non intendo alimentare la teoria del complotto, bensì rilevare i palesi tentativi internazionali di far deragliare le rivoluzioni arabe, assecondandole agli interessi delle grandi potenze.

Proprio a tal riguardo, il The Guardian ha evidenziato come “le crescenti rivoluzioni arabe costituiscano una minaccia reale per l’assetto strategico mondiale”, nonché come “l’Occidente non abbia mai desistito nell’intento di dominare il Medio Oriente”. Il quotidiano ha, inoltre, ricordato la pratica delle grandi potenze di etichettare quale “moderato” chi si assoggetti alla politica economica occidentale, stigmatizzando invece come “fanatico e terrorista” chi insista a voler autodeterminare la vita del proprio Paese.

La Primavera araba si salverà dalle grinfie delle grandi potenze o queste ultime sono già riuscite a tramutarla in un’estate rovente, opprimente, devastante? Quanto successo alle nostre rivoluzioni ci avrà fatto finalmente capire che viviamo in un mondo peggiore della giungla, in cui sono guai per chi si ribella alla volontà di iene e lupi dalle fattezze umane?

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Roberta Papaleo

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