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Little Latakia, un pezzo di Siria in Turchia

Di Hannah Lucinda Smith. The Majalla (10/04/2013). Traduzione e sintesi di Laila Zuhra.

Sono le 11.30 di martedì sera e Café Latakia è pieno. Decine di uomini tengono gli occhi fissi sul televisore acceso: viene trasmessa una partita di Champions League, Dortmund contro Real Madrid, e quasi tutti fanno il tifo per la squadra spagnola: “è perché gli arabi un tempo dominarono la Spagna”, spiega Mohammed ridendo.

Ci troviamo in Turchia, ad Antakya (la vecchia Antiochia), cittadina a venti chilometri dal confine con la Siria dove, in seguito alla guerra, si sono stabiliti migliaia di siriani, molti dei quali vengono proprio dal governatorato di Latakia. Café Latakia è un piccolo pezzo di Siria in Turchia: l’arabo è la lingua franca, il caffè che viene servito ha un sapore ricco, come quello siriano, aromatizzato al cardamomo.

Mohammed, il titolare, lavorava nel settore dell’edilizia a Latakia ma, dopo aver preso parte alla prima dimostrazione contro il regime di Assad nel 2011, la sua vita è stata un crescendo di pericoli e difficoltà, e così due anni fa ha deciso di andare via. Fino ad allora Antakya era una piccola e tranquilla cittadina, meta di pellegrinaggio per molti cristiani perché sede di una delle più antiche chiese del mondo. Con la diffusione della guerra nel nord del Paese, migliaia di siriani si sono riversati nella provincia turca di Hatay e Antakya si è trasformata. “Questa città è cambiata tantissimo: quando siamo arrivati tutto chiudeva alle sette di sera e le strade si svuotavano. Ora, grazie alla presenza dei siriani, c’è vita fino a tarda notte”, racconta Mohammed.

Molti di coloro che si sono trasferiti lì all’inizio del conflitto credevano – e speravano – che la loro permanenza sarebbe stata breve ma, con il protrarsi e l’aggravarsi della guerra, si sono resi conto che forse sarebbero rimasti ad Antakya ancora per anni. Così Mohammed quattro mesi fa ha inaugurato Café Latakia. “Ho deciso di aprire questo caffè per guadagnare un po’ di soldi per l’affitto e per le spese della vita quotidiana, ma anche per regalare ai latakiani un luogo in cui potessero riunirsi e vedere ogni giorno visi amici”.

I latakiani hanno portato un’ondata di cosmopolitismo ad una cittadina un tempo isolata e tranquilla. La strada in cui si trova il caffè è conosciuta come “Little Latakia”, con negozi di shawarma, hummus e foul, e una miriade di piccole botteghe gestite da siriani. Ma Mohammed sottolinea che Little Latakia esisterà solo finché durerà la guerra in Siria: “Torneremo a casa, tutti i siriani lo faranno. E Antakya tornerà ad essere quella di prima”.

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Viviana Schiavo

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