Hezbollah Libano News Politica

Libano, Nadim Gemayel a Hezbollah:”Siamo pronti a prendere le armi”

L’Orient-Le Jour 13/02/2019                Traduzione e sintesi di Katia Cerratti

“E’ l’ultima volta che ci accontentiamo di una manifestazione”.

Sostenitori delle Forze Libanesi e di Kataeb, si sono riuniti mercoledì sera in Piazza Sassine, nel quartiere di Achrafieh, per protestare contro il deputato di Hezbollah, Nawaf Moussawi, che nel corso del dibattito in parlamento per la fiducia al nuovo governo tenutosi la mattina, aveva affermato che l’ex presidente Bashir Gemayel è stato eletto “grazie ai carri armati israeliani”. Durante la manifestazione, il deputato Nadim Gemayel, figlio del presidente assassinato, ha pronunciato un discorso nel corso del quale ha minacciato di “prendere le armi”, denunciando la violazione “del simbolo più importante” del Libano e la “falsità”.

Nadim Gemayel ha risposto al deputato di Hezbollah dicendo: “Sappiamo portare le armi e sappiamo affrontarle. Siamo pronti a prendere le armi e ad affrontarvi. Io non voglio arrivarci, ma non metteteci in condizioni di farlo e non fate più affronti ai nostri simboli. Bashir Gemayel è una linea rossa”.

La disputa è nata durante il discorso di Samy Gemayel in Parlamento. Moussawi ha dichiarato che il presidente Michel Aoun “è arrivato a Baabda attraverso i fucili di Hezbollah e ciò è un onore per tutto il Libano, non come gli altri che sono venuti attraverso i carri armati israeliani”, riferendosi a Bashir Gemayel, eletto capo di Stato nel 1982 durante l’invasione israeliana del Libano.

“Un membro del Hezbollah ha violato il nostro simbolo più importante che è Bashir Gemayel” – ha dichiarato Nadim durante la manifestazione di Achrafieh –“Hanno cercato di ingannarci e di falsificare la causa per cui Bashir è morto. Hanno cercato di tradire i 21 giorni della presidenza di Bashir. Chi è abituato a ingannare, inganna gli altri” – ha detto inoltre Gemayel. “Se vogliamo costruire uno Stato forte, dobbiamo rispettarci gli uni con gli altri e se non ci rispettano noi non li rispetteremo. Quest’arma, con la quale ci minacciano, non ci fa paura e le loro parole non ci spaventano” – ha continuato. “Lo Stato che reclamiamo è uno stato forte in cui tutti i cittadini sono uguali. Io non accetto che queste parole vengano dette in mia presenza. Bashir Gemayel è stato eletto presidente dal Parlamento. Il Parlamento, nella sua maggioranza, lo ha sostenuto. Non accetto che qualcuno ci minacci e faccia di lui un agente israeliano. Bashir Gemayel è morto per il Libano, è venuto per salvare lo Stato libanese”.

Accanto a Nadim Gemayel c’era Imad Wakim, deputato delle Forze libanesi che ha dichiarato di essere lì “per porre fine alla campagna di molestie, diffamazione, distorsione della storia e per condannare quanto accaduto oggi alla Camera dei deputati. Questa è l’ultima volta che ci accontenteremo di una manifestazione”, ha aggiunto. “Coloro che non riconoscono il martirio del presidente Bashir Gemayel possono sbattere la testa contro il muro. Chiunque non riconosca Bashir Gemayel come presidente, non lo riconosceremo”, ha aggiunto. “A colui che scalerà il nostro muro, spezzeremo i piedi “, ha continuato. “Senza la resistenza di Bashir, essi non sarebbero stati alla Camera dei deputati, perché Bashir ha difeso una causa, mentre altri sono stati coinvolti in complotti fuori dal Libano”, ha dichiarato ancora Imad Wakim.

Nawaf Moussaoui non ha tardato a rispondere: “La nostra resistenza è il nostro orgoglio e il nostro onore, e noi stroncheremo colui che la minerà”, ha dichiarato, secondo quanto riportato dalla tv libanese LBC.

Il leader di Kataeb, Samy Gemayel, ha reagito su Twitter: “Non permetteremo a nessuno di deviare l’attenzione dal pericolo della monopolizzazione delle istituzioni costituzionali con la forza delle armi, creando un dibattito sui meriti della nostra resistenza e sul simbolo del presidente Bashir Gemayel”.

Vai all’originale

Il video della disputa in Parlamento


Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

Scrivi un commento

Clicca qui per postare un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Formazione online

corsi di lingua araba

Ultimi tweet

Formazione

tangeribiz