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L’attacco aereo israeliano in territorio siriano

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Cosa c’è dietro l’ultimo bombardamento, da parte di Israele, alla Siria? Quali nuove alleanze si stanno delineando in quella zona?

Di Abdel Bary Atwan. Ray al-Youm (27/04/2017). Traduzione e sintesi a cura di Raffaele Massara.

All’alba di giovedì scorso, l’esercito israeliano ha colpito un capannone fuori Damasco, ritenuto essere un deposito di armi. Quest’ultimo attacco arriva dopo giorni di bombardamenti israeliani e statunitensi contro postazioni siriane nelle zone di Homs e del Golan.

È importante dire che tra Siria ed Israele non esiste alcun trattato di pace o armistizio e, in teoria, i due Paesi sarebbero sempre in guerra.

I precedenti attacchi israeliani verso il territorio siriano erano però mirati a colpire obiettivi di Hezbollah, prezioso alleato di Damasco, ma nemico di Israele, come nel caso del bombardamento di maggio scorso.

Il ministro della Difesa israeliano, Yisrael Katz, è stato più volte chiaro affermando che, ogniqualvolta avranno informazioni su movimenti di armi pericolosi per il suo Paese, interverranno.

Nessuna nazione araba ha condannato l’ennesima aggressione: non c’è da stupirsi, visto che Israele non rappresenta più un nemico per molti Paesi arabi, nel Golfo in particolare.

Non a caso, il presidente americano Donald Trump sta preparando una serie di viaggi diplomatici in Medio Oriente per costituire un’alleanza NATO-Stati arabi con Israele a guidare direttamente o indirettamente le azioni militari: il fine sarebbe quello di contrastare le ingerenze iraniane nell’area e la Siria non può che essere uno dei principali “banchi di prova”.

Dal canto suo, Mosca, tramite la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zacharova, ha condannato l’accaduto considerandolo “inaccettabile e contrario a tutti i principi e norme del diritto internazionale”.

Non sembra alzare molto la voce la Russia rispetto alle volte scorse, quando veniva convocato l’ambasciatore israeliano per notificargli forti proteste; non è però difficile immaginare che Mosca possa fornire nuove attrezzature per intercettare ed abbattere attacchi aerei futuri.

Israele sa bene quanto la contraerea siriana sia ben equipaggiata, infatti queste operazioni implicano il lancio di missili e non il rischioso invio di aerei.

Come già detto, i bombardamenti israeliani sul suolo siriano hanno sempre avuto come obiettivo l’esercito di Hezbollah e mai direttamente quello di Damasco; tuttavia, dopo quest’ultimo episodio, cresce il timore che dietro questi attacchi si stia delineando un piano, da parte di Israele, Stati Uniti e Stati arabi ad essi “affiliati”, per invadere, distruggere e ripartirsi ciò che resta della Siria.

Abdel Bary Atwan è un giornalista Palestinese direttore di Ray al-Youm.

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