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La Danimarca sospende la vendita di armi all’Arabia Saudita

Dopo Grecia, Finlandia, Norvegia, Svizzera e Germania, anche la Danimarca ha deciso di sospendere la vendita di armi all’Arabia Saudita in seguito all’affaire Khashoggi e al conflitto che si sta consumando in Yemen. La decisione è stata comunicata giovedì scorso dal ministro degli Esteri danese Anders Samuelsen, dopo varie consultazioni con altri ministri degli Esteri dell’Unione.

Anche la Francia, lo scorso lunedì, ha annunciato che presto valuterà l’applicazione di sanzioni al regno saudita per l’omicidio di Khashoggi. La Germania inoltre, oltre ad aver sospeso la vendita, si sta anche adoperando per far sì che tutti i paesi dell’Unione europea pongano fine al commercio di armi con l’Arabia Saudita fino a quando non si farà chiarezza sull’omicidio di Khashoggi e si porrà fine al conflitto in Yemen. A questo proposito, in occasione di una conferenza stampa con Macron, Putin e Erdogan dopo un vertice sulla Siria tenutosi a fine ottobre, la cancelliera tedesca Angela Merkel, ha affermato:“Abbiamo convenuto che quando avremo più chiarezza cercheremo di trovare una soluzione o una reazione europea unificata di tutti gli Stati membri dell’Unione europea”.

La sospensione danese della vendita di armi, include anche alcune tecnologie a duplice uso, con riferimento a materiali che potrebbero avere applicazioni militari.

L’Arabia Saudita è uno dei maggiori importatori di armi al mondo. Dirige una coalizione militare che combatte in una guerra civile nello Yemen in cui decine di migliaia di persone sono morte e ha causato una grave catastrofe umanitaria. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha elogiato l’Arabia Saudita per aver contribuito ad abbassare i prezzi del petrolio, ma la pressione della comunità internazionale sugli Stati Uniti si è intensificata affinché impongano sanzioni più severe al loro alleato in Medio Oriente per l’omicidio di Khashoggi.


Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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