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Il rapimento di Dio

Di Joumana Haddad. Now Lebanon (27/01/2014). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

Da quando è scoppiato il caso del jihad sessuale, non sono riuscita a togliermi dalla testa un’immagine nauseante: ragazze che si sono prostituite per “dare sollievo” ai combattenti e tornate a casa con malattie sessualmente trasmissibili incurabili o incinte, macchiate a vita solo perché un branco di bastardi ha detto loro che si trattava di un dovere religioso.

Mentre ascoltavo l’orribile storia di una ragazza le ho chiesto: “Come potrebbe un tale orrore essere un atto di obbedienza alle leggi di Dio?”. Inutile dire che non ho ottenuto una risposta soddisfacente. Quando le persone religiose non argomentano le loro risposte è solo perché non hanno niente da dire, oppure non c’è modo di spiegare perché fanno quello che fanno, soprattutto quando quello che stanno facendo non ha senso. Ecco alcuni esempi:

– “Perché pensi che indossare l’hijab con dei jeans skinny ti renda una buona, modesta musulmana? Cosa c’è di tanto allettante nei tuoi capelli che manca nel tuo sedere sexy e protuberante?”

– “Perché pensi che avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio sia un peccato e che Dio stia incessantemente guardando quello che fai con le tue parti intime?”

– “Perché pensi che non si dovrebbe mangiare carne il venerdì? Com’è legato il cibo al vostro livello di religiosità?”

Sono tutte domande a cui si risponde con “perché loro dicono così”. Alla base della riserva, o evanescenza, di molti devoti ci sono spesso parole come queste: “Perché mi è stato detto di farlo da un gruppo di deficienti e cretini sessisti che pensano di possedere Dio, ma che non posso contestare o disobbedire perché gli stessi idioti e cretini sessisti hanno detto che finirei all’inferno se lo facessi, così ho scelto di crederci (anche se ho il sospetto che siano deficienti e cretini sessisti)”.

Cari credenti, non stiamo attaccando la vostra fede, o almeno non tutti. Tra noi “infedeli” c’è chi ne vuole capire davvero i meccanismi. Chiamatela curiosità “antropologica”. Non vi stiamo chiedendo di provare l’esistenza del ragazzo invisibile che sta in cielo. Vi chiediamo solo di spiegare alcune leggi e comandamenti che voi accettate senza pensarci su due volte.

Come puoi pretendere di essere un essere umano e accettare che un uomo abbia quattro mogli, che un quarantenne sposi una dodicenne, o credere che possa essere tu a decidere se i gay possano essere “tollerati” o meno? Molti obietterebbero subito che questi non sono i veri musulmani e i veri cristiani. Allora permettetemi di darvi la brutta notizia: il mondo è pieno di falsi musulmani e falsi cristiani.

Allora, dove sono i “veri”? Dove sei TU? Il tuo Dio “caritatevole, amorevole, misericordioso e giusto” sembra essere stato rapito dai credenti falsi. Cosa aspetti a pagare il riscatto e riportarlo indietro?

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Ilaria Antoniello

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