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Il cortometraggio sul “Venerdì della Dignità” nominato agli Oscar

Di Farea al-Muslimi. Al-Monitor (30/01/2014). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

Zoom Yemen Oscar inSe bastassero solo 26 minuti per capire la tragedia che lo Yemen ha vissuto negli ultimi tre anni, allora si dovrebbe vedere “Karama Has No Walls” (in arabo, “Laisa lil-Karama Jidaran”). Diretto e prodotto dalla regista yemenita-scozzese Sara Ishaq, il film è stato nominato agli Oscar come miglior cortometraggio documentario.

Il film della Ishaq racconta la storia del 18 marzo 2011, quando a San’a’ le forze militari, sotto la guida dell’ex presidente Ali Abdullah Saleh, hanno aperto il fuoco sui civili, uccidendo più di 40 manifestanti e ferendone più di un centinaio. Quel giorno è rimasto noto come il “Venerdì della Dignità” (per l’appunto, karama in arabo vuol dire “dignità”).

Qualche giorno prima, le forze di Saleh avevano costruito un muro all’entrata di una delle piazze della capitale, in seguito soprannominata “Piazza del Cambiamento”, per impedire al sempre maggior numero di giovani rivoluzionari di riunirsi per protestare. Dopo la preghiera, i cecchini dell’esercito hanno iniziato a sparare sui manifestanti dagli edifici dietro al muro. I manifestanti, invece di scappare via, correvano verso il muro bersagliato dai proiettili per scavalcarlo. Era la versione yemenita del Muro di Berlino: il regime di Saleh è crollato con ogni mattone caduto.

In una e-mail a un amico, Ibrahim Mothana, il più prominente attivista yemenita  – morto nel settembre 2013 – descrisse così quel giorno: “Quando sono iniziati gli spari, i giovani correvano verso i cecchini piuttosto che correre via. È difficile sapere se quel momento di eccezionale coraggio sia stato il risultato della loro indiscussa fiducia nel destino o semplicemente della loro perdita totale di fiducia”.

Per la Ishaq, il film non parla solo del volto umanitario dello Yemen e della sua rivoluzione, ma anche della massiccia violazione di diritti umani commessa dal regime durante la rivoluzione. Persino oggi, non uno degli ufficiali yemeniti è stato processato per il massacro del 2011. Come presidente provvisorio, Abed Rabbo Mansour Hadi ha emanato un decreto presidenziale nel 2013 per nominare un comitato di investigazione sulle violazioni di diritti umani del 2011. Tuttavia, l’azione non è andata oltre il decreto e i membri del comitato non sono stati ancora nominati.

Quello della Ishaq è il primo film yemenita a essere nominato agli Oscar. Il vincitore finale verrà annunciato il prossimo 2 marzo, a sole due settimane dal terzo anniversario di quello stesso venerdì di cui il film tratta.

Quando lo Yemen si guadagna la prima pagina, raramente si tratta di buone notizie come una nomination agli Oscar. Stavolta la notizia è doppiamente buona, dal momento che non solo la Ishaq è la prima produttrice yemenita a guadagnare la nomination, ma è anche l’unica donna nella lista. In più, si tratta di un film che spiega in modo davvero eloquente i sogni degli yemeniti della Piazza del Cambiamento.

Qui, il trailer di “Karama Has No Walls”

Vai all’originale

 


Roberta Papaleo

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