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Gaza e l’appello di Israele al disarmo

Di Rasha Abou Jalal. Al-Monitor (02/09/14). Traduzione e sintesi di Giusi Forrisi.

I palestinesi ritengono che la resistenza palestinese debba rimanere armata fin tanto che l’occupazione israeliana continua a presidiare i loro territori. Sono convinti che il disarmo della resistenza porterebbe ad un’ulteriore perdita dei loro diritti.

Il sondaggio condotto a metà agosto dal Palestinian Center for Public Opinion (PCPO) su un campione di mille abitanti nella Striscia di Gaza ha mostrato che il 93,2% della popolazione è contraria al disarmo della resistenza, ciò perché considera le armi uno strumento di protezione dagli attacchi militari israeliani.

I negoziati sul cessate il fuoco tra la resistenza nella Striscia di Gaza e Israele, condotti sotto l’egida dell’Egitto, sono falliti più volte prima che si arrivasse all’accordo del 26 agosto. Secondo una fonte palestinese il motivo di tale fallimento è da attribuirsi proprio “all’insistenza da parte di Israele sul disarmo di Gaza”.

L’analista politico Hassan Abdo ritiene che “la richiesta di Israele [di disarmare Gaza] non ha alcun senso; le armi rappresentano l’identità palestinese, e non c’è nessuno che possa eliminarle finché l’occupazione continua”.

L’insistenza politica palestinese sull’illegittimità di disarmare la resistenza non si limita alle fazioni islamiche come Hamas e la Jihad islamica, le quali hanno affrontato Israele militarmente, ma comprende anche Fatah, che nel 1993 firmò un accordo di pace con Israele e tuttora porta avanti la possibilità di negoziati politici per risolvere il conflitto.

Secondo quanto riportato dal quotidiano libanese An-Nahar il 29 agosto, gli USA hanno intenzione di sottoporre alle Nazioni Unite un progetto, ovvero quello di “fare di Gaza una zona priva di armi e di persone armate”. La risposta di Hamas, pubblicata sul quotidiano Felesteen il 30 agosto, è stata la seguente: “Qualsiasi progetto internazionale volto a disarmare la resistenza palestinese non ha alcun valore; è necessario disarmare l’occupazione israeliana e impedire che gli Stati Uniti forniscano loro le armi che vengono poi utilizzate per uccidere donne e bambini”.

Secondo l’analista politico Talal Okal “il blocco israeliano su Gaza durato ben sette anni, non è riuscito a indebolire la resistenza palestinese ma, al contrario, ne ha aumentato le sue capacità militari”. Secondo quest’ultimo dunque Israele starebbe utilizzando la carta del disarmo come pretesto per continuare l’aggressione.

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Roberta Papaleo

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