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Francia: mercanti di paura

Di Diana Moukalled. Asharq al-Awsat (08/09/2014). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi.

Di recente, la rivista di estrema destra francese Minute ha dedicato una copertina alla nomina “provocatoria” di Najat Vallaud-Belkacem – una “marocchina musulmana”, riporta il titolo – come ministra dell’Istruzione francese.

È grazie al suo curriculum e agli straordinari risultati che Najat Vallaud-Belkacem è diventata non solo la più giovane, ma anche la prima donna a ricoprire questo ruolo. Membro del Partito Socialista, in precedenza è stata ministra dei Diritti delle Donne. Ha anche dimostrato di saper rispondere agli attacchi in maniera equilibrata, ma al tempo stesso decisa. Sostenerla è una scelta ovvia, eppure ciò non ha impedito di continuare la campagna razzista contro di lei.

Il ricorso ad espressioni allarmiste e deprecabili come “la ministra dell’Istruzione marocchina musulmana” non è una novità per l’estrema destra francese, che in passato ha già usato un linguaggio razzista per descrivere un ministra di colore. Tuttavia, mentre una parte della Francia si pronuncia contro la nomina di un’immigrata musulmana ad una carica ufficiale, un’altra parte del Paese rende onore ad un giovane di origini algerine: Karim Benzema, osannato per la performance stellare nella nazionale francese agli ultimi Mondiali di calcio in Brasile. Lui che prima di diventare una star mondiale, in un’intervista ha dichiarato di avere l’impressione che i francesi lo considerino “francese quando segno e algerino quando sbaglio”.

Quest’ambivalenza non è una novità in Francia, un Paese in cui la questione dell’integrazione degli immigrati è reale e viene vissuta quotidianamente da molte persone, straniere e non. Indubbiamente il razzismo, in Francia come nel resto d’Europa, rappresenta l’incarnazione di una profonda disputa politica in cui l’estrema destra sfodera tutte le armi del suo arsenale, dagli slogan pieni di odio alla paura allarmista nei confronti dell’altro. Non solo motivazioni razziali ed etniche dunque, ma anche astute tattiche politiche.

È vero che nella cultura occidentale il razzismo è considerato riprovevole, ma ciò non vuol dire che il fenomeno sia in regresso. Il divario tra leggi e realtà in questo ambito è un problema generale, soprattutto in seguito all’ascesa del più recente spauracchio islamista militante: l’ISIS. C’è chi si è unito a questo gruppo dall’Occidente, il che fa dell’ISIS una questione interna all’Europa e dei musulmani che vivono nel vecchio continente una fonte di grande preoccupazione. È esattamente su questo che Minute ha puntato attaccando Najat Vallaud-Belkacem. La scelta di sottolinearne le origini etniche non vuol dire solo avere problemi con la sua carriera politica. È anche cercare di far leva sull’immagine terrificante che l’ISIS offre all’Occidente dei musulmani e dell’islam – e anche degli immigrati.

Usare l’ISIS per dipingere un quadro negativo dei musulmani è l’asso dell’estrema destra europea. Sta a noi spezzare l’associazione tra l’ISIS e la nostra immagine e dire a tutti gli europei che non amano gli immigrati, tranne quando segnano un bel gol: non fate il gioco dell’ISIS.

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Cristina Gulfi

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