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Daesh rientra a Palmira: quali saranno le risposte?

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Quando manca ormai poco alla caduta di Aleppo e al probabile “trionfo” di Assad, la notizia di una nuova offensiva da parte di Daesh (ISIS) potrebbe guastare la festa a Bashar

Di Abdel Bari Atwan. Rai al-Youm (10/12/2016). Traduzione e sintesi a cura di Raffaele Massara.

Leggendo le notizie che ogni giorno circolano sulla guerra in Siria e sul Medio Oriente, saremmo indotti a pensare che ormai il conflitto si trovi nelle sue ultime fasi e che il destino del sedicente Stato Islamico sia ormai segnato. Ma proprio nelle ultime ore è giunta la notizia che alcuni reparti dell’esercito di Al-Baghdadi sono entrati nella città di Palmira, riconquistata poco tempo fa da regime di Assad dopo otto mesi di combattimenti, complicando gli attuali scenari.

Daesh (ISIS) non è ancora stato completamente sradicato e resiste in quella zona di confine tra Siria ed Iraq; qui una serie di indicatori da cui partire per fare il punto sulla situazione:

  1. l’offensiva delle forze irachene su Mosul, la cui caduta dovrebbe rappresentare la fine di Al-Baghdadi, è in una fase di stallo, dovuta alla strenua resistenza dell’esercito del “califfo”;
  2. il ministro della Difesa statunitense Ashton Carter ha di recente annunciato l’intenzione di inviare un contingente di marines in Iraq e Siria;
  3. alcune fonti confermano che l’opposizione siriana, anti-Assad, appoggiata da Washington, stia preparando una manovra di assedio su Raqqa, considerata la capitale siriana dello Stato Islamico;
  4. una recente decisione del Congresso USA ha decretato la possibilità di ulteriori finanziamenti verso gruppi armati che combattono l’organizzazione terroristica, in particolare le forze curde.

Ma la recente avanzata di Daesh a Palmira, nonché la conquista di alcuni sobborghi a nord di Aleppo per mano turca, mettono assai in imbarazzo il regime di Assad, quando manca veramente poco al suo “trionfo”.

Proprio riguardo alle manovre militari turche, sembra che le cittadine da loro appena prese siano importanti centri di rifornimento per le truppe del “califfo”. Va detto, però, che queste azioni sono interpretate dal governo siriano e dalle milizie curde come uno sconfinamento bello e buono. A complicare ancor di più lo scenario ci ha pensato il recentissimo attentato proprio ad Istanbul.

La domanda che ci si pone ora è: quale sarà la risposta russa agli ultimi sviluppi, ai nuovi equilibri ed alle “provocazioni” turche? Motivo di preoccupazioni per Mosca sono anche le nuove forniture di lanciarazzi alle forze di opposizione siriane, ma come si tradurranno poi questi “malumori”?

Tutte queste domande non hanno ancora risposte, o meglio, le avranno solo nei giorni e nelle settimane successive.

Abdel Bari Atwan è un giornalista palestinese, ex caporedattore di Al-Quds al-Arabi, ora caporedattore di Rai al-Youm.

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