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Come risponderanno i turchi ad Assad?

Di Tariq Alhomayed. Al-Sharq Al-Awsat (26/06/2012). Traduzione di Cristina Gulfi

Crea una certa confusione la reticenza di Ankara a reagire al regime di Assad, che ha abbattuto un aereo militare turco sulle sue acque territoriali.

Dopo che le autorità turche hanno rivelato che, in base a delle registrazioni in loro possesso, l’ordine di abbattere l’aereo è giunto direttamente da Assad, la domanda è: perché non c’è stata nessuna risposta concreta da parte della Turchia? Eppure la sua forza militare è di gran lunga superiore a quella del tiranno di Damasco. Inoltre, Ankara ha molte altre carte da giocare lungo tutti gli 822 chilometri di confine con la Siria: tagliare l’elettricità, impedire alle forze del regime di muoversi nel rispetto dei precedenti accordi, favorire i ribelli fornendo loro armi di qualità.

Quindi, la confusione per la mancanza di una reazione è più che giustificata. Lo è a maggior ragione se si pensa che nel 1998 la Turchia minacciò di attaccare la Siria di Assad padre se Abdullah Öcalan non fosse stato riconsegnato. Come può oggi la Turchia tollerare l’abbattimento di un suo velivolo, se anche ha violato lo spazio aereo siriano? Dall’inizio dell’anno, sono state registrate ben 144 violazioni dello spazio aereo turco da parte di Grecia, Israele o altri paesi. Nessuno di questi è stato abbattuto, in primo luogo perché ci sono leggi e regolamenti che disciplinano casi del genere. Perché allora la Turchia non ha reagito?

Ovviamente può darsi che la reazione turca sia iniziata ricevendo 222 dissidenti tra ufficiali, soldati e le loro famiglie. Il loro arrivo è stato immediatamente annunciato, a dimostrazione che Ankara può fare molto anche in mancanza di dichiarazioni formali o senza lanciare una guerra aperta contro Assad.

Senza dubbio, il comportamento stesso di Assad suggerirà facilmente ad Erdogan le mosse da fare. Il governo turco ha iniziato ad informare l’opposizione del contenuto delle registrazioni che provano il coinvolgimento del regime siriano nell’abbattimento dell’aereo militare. Così Ankara sta avvertendo Assad: “Non provocare l’esercito turco”. Vedremo se i turchi si stanno muovendo o si muoveranno, anche senza una dichiarazione di guerra, per accelerare il crollo atteso del tiranno di Damasco.


Ilaria Antoniello

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