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Ciò che resta della primavera marocchina

marocco movimento 20 febbraio
Il Marocco commemora il sesto anniversario del Movimento 20 Febbraio

Di Taoufik Bouachrine. Al-Arabi al-Jadeed (01/03/2017). Traduzione e sintesi di Elisabeth Grünbichler.

Due settimane fa, il Marocco ha celebrato il sesto anniversario dell’inizio del Movimento 20 Febbraio, la versione marocchina della primavera araba. È ora di ricordare il significato di questo movimento nel percorso della costruzione democratica in Marocco e ripensarci senza nostalgia o teoria della cospirazione.

Per quasi un anno intero, i giovani marocchini sono scesi per le strade esprimendo le loro esigenze tramite slogan come: “Dignità, libertà, giustizia sociale”; “No alla combinazione di ricchezza e potere”; “Il popolo vuole la fine della corruzione e della tirannia”; “La gente vuole un nuovo Marocco”; “Per una monarchia parlamentare”; “Vogliamo una nuova Costituzione ed elezioni eque”.

Il Marocco non ha mai visto una protesta civile così intensa: 54 città, nello stesso giorno, con le stesse richieste e senza incentivo di un partito, un’associazione o un gruppo religioso. In più, per la prima volta nella storia del Marocco le esigenze espresse dai cittadini erano puramente politiche, mentre le manifestazioni e rivolte passate erano state mosse da motivi sociali, in primo luogo, e poi politici. Pertanto, rappresentano una pietra miliare delle manifestazioni politiche.

Il Movimento 20 Febbraio è stato una protesta pacifica di giovani colti e delle classi medie. Non si è verificato nessun disordine o incidente, neanche quando le forze di sicurezza hanno cominciato ad usare bastoni per reprimere le manifestazioni. Alcuni dei giovani hanno persino distribuito delle rose agli uomini di sicurezza per dimostrare il loro rispetto.

In più, per la prima volta, giovani di vari gruppi intellettuali, colori politici e ideologici, si sono mossi insieme. Perciò abbiamo visto laici, islamisti, salafiti, liberali, comunisti e manifestanti senza alcuna ideologia in un’unica manifestazione per rivendicare una “democrazia liberale”. Questo fatto ha un significato importante per i partiti e le forze democratiche nella lotta politica di oggi.

Infine, il Movimento 20 Febbraio ha aperto le porte a riforme significative nel sistema governativo e sociale. Visto che era spontaneo e non organizzato, ha consegnato le sue richieste ai partiti politici per presentarle alle istituzioni e all’ordine pubblico. Ma alcuni partiti, in primo luogo il partito per la Giustizia e lo Sviluppo, si sono posizionati sulla schiena del movimento per poi lasciare le esigenze del popolo alla porta del governo. Hanno trasformato le priorità del movimento, anteponendo la richiesta di fedeltà alla monarchia e di normalizzazione dei rapporti con il palazzo alla transizione democratica, adottando riforme sociali limitate e abbandonando lo slogan della lotta contro la corruzione e la tirannia. Alla fine, il regime del regno si è trasformato in una miscela di democrazia e autoritarismo.

Taoufik Bouachrine è uno scrittore e autore marocchino.

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