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Yemen: festa in ogni caso?

Opinione di Al Quds Al-Araby (16 luglio 2015). Traduzione e sintesi di Laura Giacobbo

La festa di Eid Al-Fitr si impone sugli yemeniti che soffrono una situazione umanitaria difficile. È il risultato dell’aspro scontro tra le forze della resistenza popolare e l’esercito fedele al Presidente yemenita Abd Rabbo Mansur Hadi, supportato, da una parte, da “l’alleanza araba” e, dall’altra dalle forze dell’Alleanza degli Houthi e dell’ex presidente Ali Abdallah Saleh.

Le organizzazioni internazionali hanno parlato di quasi quattromila morti, decine di migliaia di feriti e quasi un milione di sfollati yemeniti, come risultato degli scontri nel paese.

Nonostante l’ingresso di aiuti umanitari nel paese durante una tregua umanitaria settimane fa, le dimensioni di tale aiuto non sono state sufficienti. Oltre a questo, gli sforzi delle Nazioni Unite hanno consolidato una tregua umanitaria nuova, che è entrata in vigore venerdì scorso ma che non è durata più di mezz’ora. Un rapporto ha riferito che nonostante la presenza di alcuni articoli alimentari, migliaia di dipendenti dei settori pubblico e privato non sono in grado di acquistarli, a causa dell’interruzione degli stipendi da mesi, lasciando migliaia di famiglie senza fonte di reddito.

La situazione di degenero nel paese ha imposto alle Nazioni Unite di aumentare il livello di allerta alimentare e umanitaria.

Anche la situazione sanitaria è molto complicata: gli ospedali sono pieni di vittime degli scontri, cosi come di vittime di altre malattie causate dalla diffusione di alcune epidemie risultate dall’accumulo di spazzatura in alcune città yemenite, in particolare Aden e Ta’izz, dove si è diffusa un’epidemia di dengue.

Data la tragica situazione nel paese, non sembra ci sia la speranza di una tregua umanitaria che possa alleviare le sofferenze degli yemeniti, che questa volta hanno festeggiato l’Eid tra il sangue e la fame.

La capitale Sana’a appare più simile a una città fantasma, una volta abitata da quasi tre milioni di persone e anche Ta’izz non si trova in uno stato migliore.

Secondo il rapporto delle organizzazioni nazionali ed internazionali per i diritti umani, gli Houthi hanno preso di mira le abitazioni senza uno scopo preciso nella città, mentre ad Aden è tutta un’altra storia, ma ognuna di essa con il sapore della tragedia.

Oltre alla sofferenza delle vittime nell’ambito della guerra, ci sono centinaia di migliaia di vittime negli accampamenti delle precedenti sei guerre tra gli Houthi e il regime, avvenuta dal 2004 al 2010 e che ha lasciato decine di migliaia di feriti e centinaia di migliaia di sfollati.

Non si sa come il popolo possa trascorrere l’Eid Al-Fitr con tutti questi disastri umanitari, in cui i bambini sognano tranquillità, ma il dono del lusso non è concesso loro in questo periodo storico buio per il paese.

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Giusy Regina

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