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Una Siria senza Assad e le paure dell’Egitto

di Abdul Rahman al-Rashed. Al-Sharq al-Awsat (01/01/2013). Traduzione e sintesi di Roberta Papaleo.

E se bashar al-Assad restasse al potere per un altro anno?

A quel punto non avremmo altra scelta che scusarci, smettere di scrivere o pagare il prezzo per aver sbagliato le nostre analisi. Tuttavia, tutte le informazioni confermano che il regime non durerà ancora a lungo e l’unica previsione che mi sento di fare è che il presidente cadrà entro la fine del secondo anno della rivoluzione in Siria. Tutti quelli preoccupati dalla situazione in Siria, compreso chi gestisce e finanzia l’opposizione, affermano che il governo di Damasco è ormai esausto e vacillante e che probabilmente crollerà nel gennaio o febbraio di quest’anno. Il regime non è durato grazie al valore del suo presidente o delle sue forze militari, ma a causa del mancato intervento delle superpotenze internazionali, come accaduto in Libia. Hanno deciso di non intervenire per ragioni plausibili, come la sicurezza nazionale israeliana, il timore di un guerra civile e della diffusione di gruppi jihadisti, oltre alla riluttanza del presidente Barack Obama ad immischiarsi in avventure militari straniere. Non dobbiamo poi dimenticare che Iran e Russia l’hanno fatta da padrone in un modo senza precedenti. Nonostante tutto ciò, il regime di al-Assad si sta rapidamente esaurendo grazie alla determinazione del popolo della Siria, che non si è lasciato indebolire e zittire dalla strategia dei massacri e dei bombardamenti del presidente.

Il nuovo anno sarà cruciale, sarà senza Assad, sebbene la regione continuerà ad essere testimone delle ripercussioni delle rivolte del 2011. L’Egitto è ancora in fasce, minacciato da un anno pieno di rischi politici ed economici se la Fratellanza Musulmana non decide di abbandonare il suo progetto egemonico. L’indebolimento della sterlina egiziana è la più grande minaccia alla presidenza di Morsi, più di Israele e dell’opposizione. Se la Fratellanza non accetta di adottare un sistema democratico, potremmo persino vedere una nuova rivoluzione, seguita da un nuovo consiglio militare al potere!

http://www.asharq-e.com/news.asp?section=2&id=32391

 

Roberta Papaleo

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