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Tunisia: in tv si discute di chi parte per la Siria

siriaTunisia Live (24/03/2013). Le immagini di un giovane tunisino che dice d’essere appena tornato dopo otto mesi di combattimenti in Siria hanno occupato nei giorni scorsi la tv tunisina, risollevando la questione dei tunisini coinvolti nella crisi siriana. Abou Zayd Attounssi, questo il nome del giovane, è stato ospite del talk show serale Attasiaa Massaa (“Nove di Sera”). Ad affiancarlo c’era anche il padre di Hamza Rjeb, ragazzo tunisino disabile di 24 anni partito per combattere in Siria. Il padre ha detto che il governo tunisino dovrebbe prendersi piena responsabilità per la condizione di suo figlio e per aver permesso a gruppi della nazione di “fargli il lavaggio del cervello”.

Le opinioni circa il numero esatto di tunisini che stanno combattendo in Siria sono contrastanti: per Omar Cheikc, giornalista anti-regime residente in Siria, la presenza tunisina nel Paese non supererebbe le 1000 unità, e secondo lui i tunisini dovrebbero smettere di prendere parte al conflitto. Per Ahmed Youssef, invece, giornalista pro-regime, i combattenti tunisini sarebbero già più di 3500. Malgrado i combattenti come Abou Zayd affermino di aver raggiunto la Siria spinti da un senso d’obbligo religioso, il mufti della repubblica tunisina Othman Battick ha chiarito che “l’Islam è sempre stato una religione pacifica” e che “combattere in Siria non è mai stato considerato un jihad”. Per questo, ha aggiunto il mufti, “stiamo lavorando a stretto contatto con gli imam per accrescere la consapevolezza tra i giovani tunisini durante le preghiere del venerdì”.

Claudia Avolio

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