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Chi vince se Washington perde in Medio Oriente?

Obama washington

Di Daoud Kuttab. Al-Jazeera (18/04/2015). Traduzione e sintesi di Mariacarmela Minniti.

Sebbene gli Stati Uniti restino l’attore occidentale principale in diversi conflitti del Medio Oriente, è in corso un tacito cambiamento nello scenario internazionale. I diplomatici che hanno seguito i negoziati del gruppo 5+1 con l’Iran a Losanna hanno notato un ruolo più indipendente della Francia che ha chiesto una posizione più rigida sul monitoraggio del programma nucleare iraniano. La maggiore visibilità della Francia fa parte di una più ampia spinta europea a favore di una politica estera più attiva, specie rispetto alla sponda sud del Mediterraneo. La destabilizzazione del Medio Oriente ha un effetto diretto sull’Europa, con un enorme aumento dei migranti in arrivo.

Il maggiore coinvolgimento europeo in Medio Oriente è, tuttavia, il risultato dell’erosione dell’influenza di Washington, dovuta soprattutto alla politica estera non interventista di Obama che ha posto fine alla presenza militare statunitense in Iraq, diminuendo anche quella in Afghanistan.

palestinaDiversamente dagli USA che possono esercitare una politica estera unificata, la posizione dell’Europa in materia di politica estera a volte sembra contraddittoria. Sebbene molti sforzi siano stati compiuti a Bruxelles per parlare all’unisono, rimane il fatto che in qualità di Stati sovrani, i membri dell’Unione Europea hanno ciascuno una voce indipendente. Tale differenza è particolarmente evidente rispetto alla Palestina. Le relazioni diplomatiche tra gli Stati membri dell’UE e la Palestina vanno dal pieno riconoscimento con scambio di ambasciatori al non riconoscimento e a missioni diplomatiche di basso livello.

Quando a Bruxelles non si riesce a unire tutti i Paesi sotto un’unica posizione, spesso si permette ad alcuni membri, soprattutto quelli più grandi e fondatori, di assumere un ruolo di spicco. I tentativi della Francia di far approvare al Consiglio di Sicurezza una risoluzione sulla Palestina saranno il banco di prova più grande di questo nuovo ruolo dell’Europa a guida francese. Se la Francia riuscirà a ottenere il tacito accordo dei palestinesi e degli israeliani, nonché a evitare il veto degli USA, ciò indicherà che questo nuovo ruolo sta iniziando a funzionare.

È difficile immaginare che gli USA rinuncino al loro ruolo nel tentativo di risolvere il conflitto israelo-palestinese, a causa dell’influenza della lobby israeliana. Ma il disaccordo tra Obama e Netanyahu può portare Washington a lavarsi simbolicamente le mani e non essere più lo scudo politico di Israele, pur continuando a essere il suo alleato militare e strategico.

Un maggiore ruolo europeo in Medio Oriente, con la Francia che assume l’iniziativa nel tentativo di rilanciare il processo di pace sulla base del riconoscimento dello Stato palestinese, sarà accolto in molte capitali, non solo della regione, ma di tutto il mondo. Il successo di questa nuova mossa dipenderà in larga parte da Washington e Tel Aviv. I palestinesi, spettatori di questo snervante gioco internazionale, sentono di essere l’anello più debole. Potrebbero beneficiare dei vari disaccordi tra le parti, ma è chiaro che non riescono a incidere sulla conduzione del gioco, specie con gli USA che continuano a svolgere un ruolo chiave nella regione. Una leadership geopolitica centrale che si estenda dagli USA all’Europa potrebbe rivelarsi molto più allettante per i palestinesi e la loro causa.

Daoud Kuttab è un giornalista palestinese ed ex professore di giornalismo all’Università di Princeton.

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