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Arwa Baghdadi: la fuggitiva saudita al servizio del terrorismo

Al-Arabiya (07/05/2014). Traduzione e sintesi di Francesca Passi.

Dopo la dichiarazione del ministero dell’Interno saudita relativa alla fuga di Arwa Baghdadi in Yemen, riuscita nell’impresa grazie al sostegno delle organizzazioni terroristiche, molti si interrogano su quella ragazza, sconosciuta ai più prima della sua apparizione sulle pagine dei social network, in particolar modo su Twitter, dove alcuni suoi messaggi erano stati pubblicati al fine di seminare il caos. Sebbene avesse smesso di scrivere commenti sulla pagina dalla metà di gennaio scorso, la donna ha poi dichiarato con fierezza la sua fuga in Yemen e ha smentito le informazioni circa un suo eventuale arresto da parte delle forze dell’ordine.

Ma chi è veramente Arwa?

È risaputo che Arwa Baghdadi sia la moglie del detenuto Yassin al-Umri, accusato di appartenere ad Al-Qaeda, e che suo fratello Muhammad sia stato ucciso durante un raid, trovandosi sulla lista dei ricercati dalle autorità di sicurezza in quanto coinvolto nel reclutamento dei giovani a favore del terrorismo. Inoltre, è ben noto che Anas, l’altro fratello della donna, sia stato anche lui imprigionato con accuse di terrorismo.

Arwa ha da sempre creduto nell’ideologia terroristica, ragione per la quale è stata processata ed imprigionata nel carcere di Hair, a Riyad, con l’accusa di coinvolgimento con le cellule terroristiche del cosiddetto “gruppo deviante”. Tutto ciò è accaduto dopo la morte del fratello Muhammad, nel dicembre del 2010. Arwa è riuscita ad uscire di prigione soltanto nel 2012.

La donna era già fuggita una prima volta in Yemen nel 2009, quando Arwa aveva deciso di raggiungere il marito Said al-Shihri; proprio a partire da quel momento, Arwa è divenuta la prima donna saudita ad essere uscita dal proprio Paese senza un permesso e ad essere coinvolta con Al-Qaeda, aiutata da Hila al-Qusair, ritenuta la donna più pericolosa dell’organizzazione, arrestata nel 2010. Agli inizi del 2013, ci fu la seconda fuga di Arwa in Yemen.

Si afferma che, prima della sua fuga, fossero state programmate delle udienze giudiziarie riguardanti il suo processo, considerando il fatto che la donna era stata rilasciata soltanto in libertà provvisoria ed era stata affidata ai suoi genitori.

Va infine ricordato anche che Arwa faceva parte della lista che il negoziatore di Al-Qaeda Meshaal al-Shadokhi aveva presentato durante le trattative con l’ambasciatore saudita presso lo Yemen, Ali al-Hamdan, allo scopo di proporre nove uomini e sei donne in cambio del rilascio del diplomatico saudita precedentemente rapito, Abdullah al-Khalidi.

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Roberta Papaleo

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